Addio PC? Il mercato sta andando in crash (o forse è solo un reboot necessario)

Addio PC? Il mercato sta andando in crash (o forse è solo un reboot necessario)

Guardate il vostro desktop o il vostro laptop e godetevi la vista, perché sembra che il mondo stia improvvisamente perdendo interesse in tutto ciò che ha un processore e una tastiera.

Secondo gli ultimi dati che arrivano da Ars Technica, le spedizioni globali di PC sono precipitate del 20,1%. Parliamo del calo più violento che si vedesse dai primi mesi del 2023. Non è solo un piccolo rallentamento dovuto a qualche problema nella supply chain o a qualche sfortuna stagionale; qui siamo di fronte a un vero e proprio crollo verticale che fa quasi paura.

Cosa sta succedendo? Le analisi suggeriscono che potremmo essere solo all’inizio di un nuovo ciclo discendente. Mentre i colossi del tech cercano disperatamente di convincerci che l’era dell’intelligenza artificiale renderà ogni nostro vecchio PC improvvisamente obsoleto (sì, lo sappiamo che volete venderci i nuovi modelli con i chip NPU integrati), il mercato reale sta dicendo: «No, grazie, mi basta quello che ho».

Per noi che amiamo smanettare, la cosa è interessante. Da un lato, vedere i grandi vendor in difficoltà è sempre un po’ divertente (un po’ come guardare un villain di un film Marvel che fallisce l’attacco finale per un errore banale). Dall’altro, c’è il rischio che questo vuoto venga riempito da dispositivi sempre più chiusi, sempre più dipendenti dal cloud e sempre meno ‘nostri’. Se il mercato del PC tradizionale soffre, il rischio è che l’attenzione si sposti su hardware che è fondamentalmente un terminale per servizi proprietari, dove non puoi cambiare una vite senza che scatti un warning di sicurezza o, peggio, che ti venga revocata la garanzia.

In Italia, poi, non che la situazione sia diversa. Tra inflazione che morde e un mercato che non corre proprio come quello americano, non è che stiamo comprando nuovi setup ogni sei mesi come se piovesse. Siamo abituati a far durare i nostri pezzi finché non letteralmente fumano.

Quindi, è la fine dell’era PC? Probabilmente no. Ma è sicuramente la fine di un certo modo di intendere il computing. Forse questo crash è solo un segnale che abbiamo bisogno di meno hype e di più hardware che ci permetta di avere il controllo, senza dover chiedere il permesso a un server situato a qualche migliaio di chilometri di distanza. Speriamo solo che questo ‘downward cycle’ non finisca per lasciarci con solo tablet con schermi minuscoli e sistemi operati che sembrano app per smartphone.

Source: PC shipments fall 20.1 percent in “sharpest decline” since Q1 2023

Lascia un commento