
Avete presente quel momento in cui, mentre cercate di configurare un nuovo server o di patchare un exploit, vi rendete conto che il castello di carte sta crollando per colpa di una lettera scritta in un ufficio legale troppo elegante per essere vero?
Ecco, beh, è esattamente quello che sta succedendo a Nitter. Se siete tra quelli che ancora preferiscono navigare su X (ex Twitter, per chi ha la memoria corta) senza dover subire il tracciamento invasivo o l’interfaccia che sembra un incubo di design, oggi è una brutta giornata. Le notizie che arrivano dai repository sono desolanti: Nitter e XCancel hanno ricevuto dei ‘cease and desist’. In pratica, qualcuno con un esercito di avvocati ha deciso che l’idea di poter leggere contenuti senza essere intrappolati in un ecosistema proprietario è un problema che va risolto… con la forza.
Il repository di Nitter è già stato archiviato dall’autore, il che significa che è passato in modalità ‘read-only’. In parole povere: è un reperto archeologico digitale. Non è che il codice sia rotto (anche se le istanze pubbliche stanno già morendo per i famosi error di rate limiting), è che il progetto è ufficialmente sotto attacco. È la solita, vecchia storia: ogni volta che qualcuno prova a costruire uno strato di libertà sopra una piattaforma che punta tutto sul controllo degli utenti e sulla monetizzazione selvaggia, arriva il gigante che sventola la minaccia legale.
Per noi che viviamo di open source, la cosa è amara. Sappiamo bene che queste battaglie legali spesso arrivano da giurisdizioni che non ci riguardano direttamente, ma l’effetto domino è globale. Se un progetto che permette la decentralizzazione della lettura dei dati viene soffocato, la libertà di informazione per tutti ne risente. Non è una questione di copyright nel senso classico, è proprio il tentativo di rendere impossibile l’esistenza di alternative che non passino per i loro server e i loro algoritmi di profilazione.
Nonostante il pessimismo, non voglio fare il solito luddista che piange sulle rovine. La tecnologia è resiliente. Se chiudono Nitter, qualcuno troverà un altro modo per scrappare i dati o creare un proxy che sia più difficile da intercettare. Ma è frustrante vedere che, invece di innovare, la strategia vincente sembra essere quella di usare il codice penale e civile per spegnere l’entusiasmo della community.
서서 (Sigh), restiamo pronti. Nel frattempo, godiamoci l’ultimo brivido di queste istanze rimaste in vita, prima che anche l’ultima luce di Nitter si spenga definitivamente.
