
Quante volte avete fissato lo schermo aspettando che un’app finisse di caricare, mentre il vostro sistema operativo decideva di andare in swap perché quella singola finestra di Chrome camuffata da software ha deciso di divorare metà della RAM disponibile? Se siete dei maker o semplicemente gente che non vuole vedere il proprio PC trasformarsi in un fornetto durante una compilazione pesante, sapete esattamente di cosa parlo.
Per anni ci siamo abituati al trionfo di Electron. Il paradigma è stato semplice: ‘Perché scrivere codice nativo quando possiamo impacchettare un intero browser Chromium dentro ogni singola applicazione? Tanto la RAM è infinita!’. Spoiler: la RAM non è infinita, e nemmeno la nostra pazienza.
Ma oggi c’è un barlume di speranza che arriva direttamente dai server di Discord. La notizia è che il loro nuovo client, scritto in Rust, sta dando una lezione magistrale a tutto l’ecosistema Windows 11. Non si tratta solo di un piccolo aggiornamento estetico, ma di un cambio di paradigma radicale. Parliamo di un’app che si apre prima ancora che il vecchio client Electron abbia finito di mostrare la schermata di caricamento. Sì, avete letto bene. È come se un ninja apparisse sul palco mentre l’animatore del circo sta ancora montando le tende.
I numeri, come sempre, non mentono e sono quelli che fanno battere il cuore a chiunque abbia mai dovuto gestire processi in background con l’occhio critico. Con due account loggati, il nuovo client consuma circa 290MB di RAM. Sembra poco? Confrontatelo con il mostro di Electron che ci ha accompagnato finora, e vedrete che il risparmio è di circa 70MB. «Solo» 70MB, direte voi. Ma in un mondo di microservizi e container, se ogni app facesse questo salto, potremmo far girare un intero cluster Kubernetes sulla nostra workstation senza far esplodere i dissipatori.
Il vero punto di forza è l’assenza della noiosa ‘Starting screen’. Niente più attese inutili, niente più software che sembra un sito web che cerca disperatamente di caricare i CSS. È puro codice nativo che esegue esattamente ciò che deve fare, senza il peso morto di un intero motore di rendering web che non ti serve affatto.
Certo, restiamo con i piedi per terra. Sappiamo che il mondo del software è pieno di promesse che poi si perdono nei wayland o nelle dipendenze software impossibili da compilare su una distro Linux senza impazzire. Però, vedere un colosso come Discord che decide di abbandonare la comodità (pigra) di Electron per abbracciare la potenza di Rust è un segnale che non possiamo ignorare. È un invito a smettere di usare la memoria del computer come se fosse una risorsa infinita e ricominciare a scrivere software che rispetti l’hardware che abbiamo tra le mani.
Speriamo solo che questa non sia l’unica eccezione alla regola del ‘Web-wrapper per tutti’. Perché se il futuro di Windows è un insieme di schede Chrome mascherate da icone, allora forse è il caso di ricominciare a pensare seriamente a un altro sistema operativo.
Source: Every Windows 11 app should kill Electron, and Discord just showed why
