Addio drammi da login: RustDesk finalmente domina Wayland (e no, non è il solito miracolo da marketing)

Addio drammi da login: RustDesk finalmente domina Wayland (e no, non è il solito miracolo da marketing)

Il mondo Linux sta vivendo un momento di crisi d’identità che farebbe invidia a un personaggio di Inception: tutti vogliono Wayland perché è più sicuro e moderno, ma poi ti ritrovi con un sistema di remote desktop che si comporta come se avesse appena scoperto l’esistenza dei display.

Se siete tra quelli che preferiscono sporcarsi le mani con una distro Debian o Ubuntu e che non sopportano l’idea di dover andare fisicamente davanti a un PC solo per cliccare ‘Accetta’ su una richiesta di connessione, allora questa notizia è la vostra dose di serotonina della settimana. RustDesk ha appena annunciato che il supporto per l’unattended remote access su Wayland è finalmente arrivato davvero, e non parliamo di un workaround rudimentale che si rompe al primo aggiornamento del kernel.

Per chi non mastica abbastanza il basso livello, il problema di Wayland è che, per design, è molto più restrittivo rispetto al vecchio, glorioso e un po’ selvaggio X11. La sicurezza è aumentata, certo, ma ha reso un inferno l’idea di catturare lo schermo o simulare input da remoto senza un’interazione fisica. È un po’ come avere una fortezza con mura altissime dove però, se dimentichi le chiavi dentro, non puoi nemmeno passare la finestra per recuperarle.

RustDesk ha trovato la via per bypassare questo scoglio, permettendo l’accesso non presidiato e, bonus much appreciated, il supporto multi-monitor. Significa che potete gestire i vostri server o i PC remoti in ufficio (o in quel garage che chiamate laboratorio) con la stessa fluidità con cui gestireste una sessione di debugging locale.

Attenzione però, non siamo ancora alla perfezione assoluta: al momento è disponibile una build preview per sistemi x86_64 basati su Debian/Ubuntu. Quindi, se siete i soliti eroi che usano Arch o distro più esotiche, dovrete aspettare ancora un po’ o sperare che il team rilasci un pacchetto compatibile a breve.

In un panorama dove le soluzioni proprietarie cercano di incastrarvi in ecosistemi chiusi e monitorare ogni vostro movimento con algoritmi di telemetria che farebbero paura anche alla CIA, vedere un progetto open source che affronta frontalmente i limiti tecnici del software moderno è una boccata d’aria fresca. Niente fuffa, niente abbonamenti mensili per sbloccare le funzioni base, solo codice che funziona e che vi restituisce il controllo della vostra macchina.

Se avete un sistema Ubuntu sotto mano, andate a testarlo e fateci sapere se vi scoppia qualche driver o se è davvero la rivoluzione che promette. Io, intanto, vado a vedere se riesco a configurare tutto senza dover riavviare il mondo.

Source: RustDesk now supports true unattended remote access on Wayland

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