
Immaginate di poter consultare l’intera storia dell’umanità, ma con l’unico filtro applicato alla vostra posizione GPS e con un raggio d’azione limitato a quanto potreste coprire con una camminata senza arrivare al fiatone.
Sembra una restrizione mentale degna di un distopico regime di George Orwell, ma è esattamente il concept dietro Local Wiki. L’idea, che è passata sotto i radar di Hacker News recentemente, è quella di creare un’enciclopedia che non si perda in discussioni infinite sulla fusione dei reattori nucleari in Giappone o sulla storia dei dinasti Ming, ma che si concentri esclusivamente su ciò che accade a una trentina di minuti di distanza da dove ti trovi.
Il progetto mira a mappare la micro-storia, i dettagli urbani e le curiosità che sfuggono ai grandi motori di ricerca o alla Wikipedia globale, troppo impegnata a gestire conflitti di edit di alto profilo. È un approccio quasi ‘analogico’ applicato al digitale: un’enciclopedia che respira con il tuo quartiere.
Dal punto di vista tecnico, la cosa è affascinante. Non stiamo parlando di un semplice database di POI (Points of Interest) che trovi su Google Maps, ma di un tentativo di strutturare la conoscenza in modo enciclopedico ma ultra-localizzato. Immaginate di poter leggere la storia di quel vecchio palazzo abbandonato all’angolo della vostra via, o di scoprire perché quella specifica fontana è stata costruita proprio lì, senza dover navigare tra mille link globali che non c’entrano nulla con la tua realtà.
Certo, c’è da essere onesti: per noi che viviamo in Italia, dove ogni borgo sembra avere una Wikipedia privata fatta di leggende locali e nonni che ricordano tutto, il progetto potrebbe sembrare un po’ superfluo. Da noi la micro-storia è già integrata nell’ecosistema urbano (e spesso è scritta sui muri o tramandata a voce). Tuttavia, l’idea di avere una piattaforma strutturata, che non dipenda dai grandi colossi che estraggono i nostri dati per venderci pubblicità mirata, ha un fascino tutto suo. È un tentativo di riprendere il controllo della narrazione locale, rendendola accessibile e digitale, ma senza quel peso eccessivo del ‘mondo intero’ che spesso ci distrae da ciò che abbiamo sotto il naso.
Sarà un successo o rimarrà un esperimento per pochi appassionati di GIS e urbanistica? Resta da vedere. Ma se riuscisse a scalare senza diventare un mero elenco di recensioni per pizzeria, potrebbe essere un tassello interessante per il futuro del web decentralizzato e della conoscenza distribuita. Nel frattempo, io continuo a usare il mio senso dell’orientamento (e Google Maps, non siamo fanatici del caos).
Source: Local Wikipedia: Wikipedia, but only for things a half hour walk from you
