
Preparate i vostri script di automazione e lucidate i tunnel SSH, perché i buroca-tech di Bruxelles hanno appena deciso che la nostra libertà digitale è un ‘bug’ che va risolto.
Il recente rapporto del servizio di ricerca del Parlamento Europeo ha lanciato una bomba che, per noi che viviamo di protocolli e crittografia, suona come un insulto alla logica. In pratica, hanno identificato le VPN non come uno strumento fondamentale per la privacy e la sicurezza, ma come una sorta di ‘loophole’, un buco nel sistema, che permette di bypassare i controlli sull’età online. In breve: vogliono chiudere il cerchio, e quando i politici dicono ‘chiudere il cerchio’, di solito intendono ‘togliere l’anonimato a tutti’.
La logica (se così vogliamo chiamarla) è che, se non puoi verificare l’età dell’utente perché il suo IP sembra provenire da un server in Islanda mentre lui è seduto su un divano di Roma, allora la verifica non funziona. Soluzione? Colpire la tecnologia che permette questo scorrimento. È l’ennesima volta che l’hype per la ‘sicurezza dei minori’ viene usato come cavallo di Troia per implementare sistemi di sorveglianza di massa e identificazione biometrica che farebbero invidia a un ufficio dell’intelligence.
Per noi che passiamo le notti a compilare kernel, a far girare vecchi arcade su hardware moderno o a gestire server domestici per i nostri progetti di automazione, questa cosa è inquietante. Se iniziano a mettere i bastoni tra le ruote alle VPN per ragioni di ‘age verification’, il prossimo passo sarà chiedere l’identità digitale certificata per ogni singolo pacchetto che passa attraverso un proxy. È il classico approccio ‘heavy-handed’ che ignora completamente come funziona Internet. Non puoi risolvere un problema di moderazione dei contenuti distruggendo l’infrastruttura della privacy.
Cosa significa per noi maker e smanettoni? Che la guerra contro il ‘controllo’ si sta spostando dal livello software al livello normativo. Se domani decidessero che le VPN sono ‘strumenti di elusione’, il rischio di un vendor lock-in governativo o di standard di identificazione obbligatori diventerà reale. La sfida per noi è continuare a costruire, a cifrare e a decentralizzare. Non possiamo permettere che il concetto di ‘confine digitale’ diventi una barriera invalicabile costruita con il cemento della burocrazia.
In conclusione: restate pronti, tenete aggiornate le vostre configurazioni e, soprattutto, non smettete mai di esplorare i modi per restare fuori dal radar dei ‘regolatori’. La tecnologia è uno strumento di libertà, non un recinto per il bestiame digitale.
Source: EU Parliamentary Research Service calls VPNs "a loophole that needs closing"
