VMware ha capito che non tutti hanno il budget di una multinazionale (finalmente!)

VMware ha capito che non tutti hanno il budget di una multinazionale (finalmente!)

Smettetela di guardare il cloud come se fosse l’unica salvezza dal caos del mondo fisico.

Per anni abbiamo visto i giganti del software alzare il tiro dei prezzi come se stessero vendendo pozioni magiche di Hogwarts, lasciando i piccoli laboratori, gli appassionati e le realtà più agili a combattere con i resti di licenze ormai prehistoric*. Ma oggi, dopo un lungo periodo di silenzio (e di prezzi folli), sembra che VMware abbia finalmente smesso di ignorare chi non ha un budget infinito sotto la scrivania.

La notizia è questa: è arrivato vSphere Express. Un executive di VMware lo ha venduto molto bene, dicendo che hanno iniziato ad «ascoltare i clienti low-end». Traduzione dal corporate-speak: si sono accorti che se continuavano a spremere troppo anche i piccoli, alla fine sarebbero rimasti solo con i grandi clienti, che però sono pure i più difficili da gestire.

Ma di cosa parliamo tecnicamente? vSphere Express è una versione snellita che promette di gestire fino a 128 core. Per chi non mastica hypervisor tutto il giorno, significa che puoi far girare macchine virtuali decisamente serie senza dover configurare un datacenter che sembra uscito da un film di fantascienza. Non è la versione definitiva per gestire l’intera infrastruttura di una banca globale, ma per il nostro mondo di maker, piccoli dev e chi ama far girare server domestici con hardware di seconda mano, è una notizia che fa sorridere.

Certo, non dobbiamo farci illusioni: non è il paradiso del software libero. Sappiamo tutti come funziona il gioco: ti danno una versione ‘light’ per attirarti nel loro ecosistema, renderti dipendente dalle loro feature e poi, quando hai bisogno di un’altra funzione, ti ritrovi a dover sottoscrivere un abbonamento che costa quanto un rene.

Per noi che viviamo tra script Python, server self-hosted e progetti che non finiscono mai, l’importante è che ci sia un’opzione che non ci costringa a passare tutto su AWS o su altri provider che decidono quando e come possono aumentare i costi. È un passo avanti, un piccolo glitch nel sistema che gioca a nostro favore. Speriamo solo che questo ‘ascolto’ non sia solo una tattica di marketing per farci abbassare la guardia prima della prossima astronoma revisione dei prezzi.

Insomma, un po’ di aria fresca in un settore che ultimamente sembrava solo ossessionato dal fatturato. Vedremo se vSphere Express reggerà l’urto o se sarà solo un altro wrapper lucido sopra le solite vecchie dinamiche di mercato.

Source: VMware releases vSphere Express for virtualization on up to 128 cores

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