
Se aveste un budget illimitato e decidessi che la Terra è diventata troppo ‘mainstream’, potreste finalmente prenotare un biglietto per quasi-spazio.
Sì, avete letto bene. Virgin Galactic ha appena svelato il suo nuovo gioiellino: un aeroplano spaziale scintillante progettato per portare l’élite globale a un’altitudine che definire ‘quasi spaziale’ è un eufemismo da manuale. Per chi non fosse aggiornato, l’idea è quella di fare un giro panoramico sopra l’atmosfera, sperimentare un briciolo di assenza di peso e poi tornare giù con un atterraggio che fa molto ‘film di fantascienza con budget ridotto’.
Il concept è quello classico del turismo suborbitale: non si parla di una vera missione di esplorazione scientifica, ma di un’esperienza premium per chi ha una fortuna smisurata da spendere in pochi minuti di gloria. Il nuovo velivolo è una meraviglia di ingegneria, lucido e aerodinamico, pronto a far sognare i super-ricchi che guardano le serie sci-fi e pensano: «Sì, vorrei proprio pilotare un modulo simile, ma con un servizio catering migliore».
Ovviamente, mentre noi qui in Italia ci preoccupiamo che il prossimo aggiornamento del kernel Linux non rompa i driver della nostra scheda video o che il prezzo della benzina non salga ancora, a qualcuno interessa solo l’hype del prossimo lancio orbitale. C’è da dire che, tecnicamente, la cosa è affascinante. Vedere l’avanzamento di queste tecnologie di volo è sempre eccitante, un po’ come quando vedete un nuovo progetto hardware su GitHub che promette di rivoluzionare il mondo ma che richiede comunque tre mesi di debugging per compilare.
Però, restiamo con i piedi (e i server) per terra. Nonostante il design accattivante, siamo ancora nell’ambito di un parco giochi per ultra-ricchi. Non c’è vera autonomia, non c’è l’idea di espandere i confini della conoscenza umana, c’è solo un modo estremamente costoso per fare selfie con la curvatura terrestre sullo sfondo. È un po’ come quelli che comprano l’ultimo gadget tecnologico da mille euro solo perché ha un LED RGB particolarmente luminoso, senza avere la minima idea di come funzioni il circuito che lo alimenta.
In definitiva, è un bel pezzo di hardware, non si può negare. Ma se l’obiettivo è davvero l’esplorazione, forse dovremmo smettere di guardare solo a quanto sono lucidi i rivestimenti esterni e iniziare a chiederci dove stia andando la vera innovazione di sistema. Per ora, restiamo qui a compilare codice e a sognare, che è decisamente meno costoso e molto più divertente.
Source: Virgin Galactic Unveils a Shiny New Spaceplane for the Ultra-Rich to Almost Reach Space
