Update di sistema per la natura: il loris di Bangka non è andato in crash

Update di sistema per la natura: il loris di Bangka non è andato in crash

Esiste un tipo di bug che nemmeno il debugger più avanzato di JetBrains riuscirebbe a intercettare: un errore di sistema che dura ottantanno anni senza generare un singolo log d’errore.

Mettiamo i puntini sulle i: non parliamo di un leak di dati sensibili o di una vulnerabilità zero-day nel kernel Linux, ma di qualcosa di decisamente più carnale e, onestamente, molto più sorpresivo. Il Bangka slow loris, un primato che la comunità scientifica aveva praticamente archiviato tra i ‘deprecated’ e i ‘deleted’, è tornato a farsi vivo. Dopo quasi nove decenni di assenza dai radar, questo piccolo lemure è stato avvistato mentre fa il suo giro regolare tra giardini e case in Indonesia.

Per chi non mastica biologia (o non ha passato troppo tempo a esplorare dungeon fantasy), il loris lento è una creatura decisamente non amichevole se provi a toccarla. È uno dei pochi primati dotati di veleno. Non è che ti lancia un dardo avvelenato come un killer professionista, ma ha dei meccanismi biologici decisamente… particolari. In pratica, può combinare secrezioni tossiche che rendono l’incontro tutt’altro che rilassante.

Il team dell’Alobi Wildlife Rescue Center ha confermato che, nonostante la specie sia in uno stato critico di estinzione, il problema principale è che questi piccoli sono dei maestri del stealth. Sono bravissimi a nascondersi, a mimetizzarsi e a muoversi senza lasciare tracce, un po’ come quel processo zombie che gira in background sul tuo server e che non capisci da dove venga finché non ti trovi con l’intero sistema in kernel panic.

Certo, mentre noi qui in Italia ci preoccupiamo se il prossimo aggiornamento di Android ci romperà la privacy o se le nuove normative europere renderanno ancora più complicato far girare un server casalingo, dall’altra parte del mondo la natura ci sta dando una lezione di persistenza. È un po’ come un progetto open source abbandonato che, dopo decenni di silenzio sui repository, improvvisamente riceve una pull request massiccia che lo riporta in vita.

Non è esattamente una notizia che cambierà la tua vita o la velocità della tua fibra, ma è un promemoria figo: a volte le cose che pensiamo siano perse per sempre sono solo in modalità ‘sleep’ profondo, in attesa del momento giusto per riapparire e ricordarci che non abbiamo ancora capito tutto di come funziona questo pianeta.

Source: Lost to Science for 89 Years, a Venomous Primate Has Been Sneaking Into People’s Homes and Gardens

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