
C’è un momento preciso in cui anche l’eroe più incrollabile della nostra giornata decide che non ne può più e lancia il mantello nel fosso. Per noi che viviamo di script, custom CSS e regole di filtraggio, quel momento è arrivato con l’annuncio che uBlock Origin sta smettendo di provare a tenere a bada gli annunci di Facebook.
Sì, avete letto bene. Quello che è stato il nostro scudo definitivo contro il caos del web ha deciso di dichiarare armistizio su un fronte specifico. Non è una resa per pigrizia, sia chiaro, ma per pura sopravvivenza tecnica. Gli sviluppatori di Meta hanno trasformato il delivery degli annunci in un labirinto di dinamicità tale che ogni volta che una regola di filtraggio viene scritta, il codice di Facebook è già cambiato, rendendola inutile. È come cercare di fermare un esercio di zombie usando solo un modulo Excel aggiornato ogni cinque minuti.
Il problema è che Facebook (e chi per lui) sta usando tecniche di iniezione del codice che rendono gli annunci indistinguibili dal contenuto organico. Non sono semplici banner che ‘poprano’ sopra la pagina; sono parti integranti del DOM, iniettate in modo che il browser non riesca a distinguerle dal post del tuo amico che condivide la foto del gatto. Per bloccarli in modo chirurgico, uBlock dovrebbe analizzare ogni singolo elemento con una profondità tale da far surriscaldare pure il tuo server di produzione, distruggendo le performance del browser.
Per noi che amiamo il controllo e la pulizia del codice, questa notizia è un pugno nello stomaco. Vedere una piattaforma che investe milioni di dollari solo per rendere impossibile la propria identificazione e limitare la nostra capacità di scegliere cosa vedere è frustrante. È quel tipo di approccio ‘prendere o lasciare’ che rende il web un giardino recintato dove le regole le dettano solo chi ha il database più grande.
Certo, non è una tragedia globale come un cambio di legislazione europea che ci impone mille consensi inutili, ma è un segnale d’allarme. Se non riusciamo nemmeno a pulire il feed di un social media senza sacrificare la RAM del nostro PC, cosa ci aspetta nel resto della navigazione? La battaglia non è finita, ma uBlock ci sta dicendo che contro certi mostri, a volte, l’unica strategia sensata è non sprecare munizioni su bersagli che si rigenerano istantaneamente.
Restate sintonizzati, ma preparate i tessuti e il disinfettante: il feed di Facebook sta per diventare un po’ più disordinato.
Source: uBlock Origin Is Giving Up the Fight to Keep Ads Off Facebook
