
C’è una sottile linea che separa l’eroismo tecnologico dal semplice, glorioso crash di sistema, e oggi quella linea è stata calpestata con una forza tale da far tremare i kernel di tutto il Giappone.
Se stavate aspettando il post definitivo che annunciava la libertà assoluta sulla Switch 2, fate pure comodo: dovete aspettare ancora. Il recente tentativo di jailbreak della nuova console di Nintendo è terminato con un applauso (silenzioso) e un reset improvviso. In breve: non ha funzionato. Ma non lasciatevi ingannare dal fallimento, perché sotto la superficie c’è della materia che scotta e che ogni maker o hacker dovrebbe tenere d’occhio.
Il team di ricerca ha cercato di attaccare il WebKit, cercando di sfruttare una vulnerabilità per ottenere il controllo. Sebbene l’obiettivo finale non sia stato raggiunto, l’analisi tecnica è una vera delizia per chi ama il debugging pesante. Hanno parlato di primitive di lettura/scrittura e di buffer overflow su oggetti di cache. In parole povere, stavano cercando di manipolare i puntatori per far credere al sistema che una parte di memoria appartenesse a un altro processo. Una manovra delicatissima che, se eseguita male, fa esplodere tutto. È un po’ come cercare di cambiare i freni a un’auto in corsa: se sbagli il millimetro, finisci contro il muro.
La cosa che mi fa venire i brividi, però, è la visione del futuro che emerge dalle note tecniche. C’è questo timore che Nintendo stia progettando un sistema dove anche il codice dei giochi sia criptato in modo tale che nemmeno il processore possa ‘vederlo’ in chiaro nel userspace. Immaginate un mondo dove il codice è un blob illeggibile, decifrabile solo dal kernel. Se questa strada venisse presa, la libertà di esplorazione, di modding e di reverse engineering verrebbe confinata in una prigione digitale ancora più sicura e impenetrabile. Una sorta di ‘black box’ definitiva dove l’utente è solo un ospite che può solo guardare, senza mai toccare o capire cosa succede sotto il cofano.
Per ora, fortunatamente, non siamo ancora in questo scenario distopico. La tecnologia per rompere le catene esiste ancora, ed è solo questione di tempo e di pazienza (e di qualche crash di sistema). Quindi, per i fan dei homebrew e dei custom firmware, non disperate: il gioco è ancora aperto. Nintendo sta alzando le barricate, ma noi siamo molto più bravi a cercare le crepe nel muro.
Source: Jailbreaking the Switch 2
