Superlogical: Un multiplexer per tutto? Sì, certo, e io sono il Re d’Inghilterra

Superlogical: Un multiplexer per tutto? Sì, certo, e io sono il Re d'Inghilterra

Chi non ha mai desiderato un tasto ‘Undo’ per la propria intera vita professionale? Probabilmente tutti noi, mentre cerchiamo disperatamente di capire perché quel container in produzione stia consumando RAM come se fosse un supercomputer della NASA.

Recentemente su Hacker News è spuntato un progetto che promette di risolvere il caos del lavoro moderno: Superlogical. Il loro obiettivo? Costruire un ‘multiplexer per tutto’. In pratica, vogliono prendere i flussi di lavoro interattivi, quelli automatizzati e quelli di produzione e sbatte tutto dentro un unico sistema composibile, sicuro e operativo. Un’idea che suona decisamente ambiziosa, quasi quanto cercare di spiegare a un cliente perché il ‘piccolo cambiamento’ richiesto richiede tre giorni di refactoring.

Il punto di partenza è un terminal multiplexer. Se usate tmux o screen, sapete di cosa parlo: sessioni persistenti che vi permettono di staccarvi dal server, chiudere il laptop e riprendere esattamente da dove avevate lasciato. La novità qui è che Superlogical vuole modernizzare il tutto, portando l’accesso via web e app native per macOS e iOS, con una funzione di ‘sharing’ integrata per collaborare in tempo reale sulla stessa sessione. Sembra la fine del mal di testa con lo scrollback che non funziona o con le selezioni di testo che sembrano un gioco di prestigio fallito.

Detto questo, manteniamo un po’ di sano scetticismo da maker. L’idea di un sistema che unifica tutto è affascinante, ma c’è sempre quel rischio latente: l’idea di creare un ecosistema dove tutto dipende da un unico, enorme e centralizzato orchestratore. Se tutto passa per lo stesso ‘multiplexer’, cosa succede quando quel componente decide di avere un momento di crisi? E poi, l’integrazione nativa con ecosistemi chiusi come quello Apple potrebbe rendere la cosa meno ‘libera’ di quanto sembri.

Per noi che viviamo di terminale, script e automazioni, l’idea di avere strumenti che parlano la stessa lingua è fantastica. Se riusciranno a risolvere i classici ‘papercuts’ (quei piccoli fastidi che ti fanno saltare i nervi ogni giorno) senza trasformare il tutto in un monolite proprietario e pesante, allora potremmo trovarci davanti a qualcosa di veramente rivoluzionario. Per ora, restiamo in attesa di vedere se questa visione diventerà realtà o se resterà un bellissimo manifesto scritto tra una tazza di caffè e una riga di codice.

In bocca al lupo, Superlogical. Ma non aspettatevi che vi regali subito il mio file .zshrc.

Source: Superlogical

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