Streaming gratis? Sì, ma con un piccolo dettaglio: la tua rete di casa diventa un casello autostradale per botnet

Streaming gratis? Sì, ma con un piccolo dettaglio: la tua rete di casa diventa un casello autostradale per botnet

C’è una regola non scritta nel mondo del debugging e della sicurezza che tutti dovremmo tatuarci sul braccio: se non stai pagando il prodotto, il prodotto sei tu (e probabilmente anche il tuo traffico dati).

Recentemente, un report di Ars Technica ha tirato fuori un bel muchino di fango su una categoria di device che molti di noi, tra un progetto Arduino e un’installazione di Docker, potrebbero aver ignorato finora: quei box economici che promettono cataloghi infiniti di film e serie TV senza abbonamenti mensili. Il problema non è tanto l’etica del copyright (che è un discorso che possiamo approfondere davanti a una birra), ma il fatto che questi gadget sono dei veri e propri cavalli di Troia digitali.

Il trucco è sottile, ma devastante. Questi device non si limitano a riprodurre video; agiscono come nodi di una rete proxy distribuita. In pratica, trasformano la tua connessione domestica in un ponte per far transitare traffico di terzi. Immaginate che un tizio dall’altra parte del mondo utilizzi la vostra banda per navigare in modo anonimo o, peggio, per lanciare attacchi verso altri target, facendo sembrare che l’origine del traffico sia il vostro IP di casa.

Per noi che amiamo smanettare con le configurazioni di rete e le VLAN, l’idea di avere un ‘ospite’ non invitato che apre porte verso l’esterno è un incubo. Non è solo una questione di privacy, che in questi casi è praticamente un concetto astratto, ma di sicurezza strutturale della rete. Se questo device decide di fare lo splendido e aprirsi verso l’esterno, tutto ciò che è collegato al vostro router — dai server NAS alle smart cam, fino al vostro laptop con i sorgenti delicati — diventa potenzialmente vulnerabile.

Certo, le leggi sul copyright in Italia sono un labirinto burocratico che spesso sembra scritto da un script Python pieno di bug, e forse a un utente medio non interessa nulla di un’indagine che parte dagli USA. Ma per noi, la questione è tecnica. Non stiamo parlando di quanto sia lecito guardare l’ultimo episodio di una serie in streaming piratato, ma di quanto sia assurdo accettare un hardware che trasforma la nostra infrastruttazione domestica in una risorsa per il crimine informatico.

Insomma, la prossima volta che vedete un’offerta clamorosa su un gadget streaming che costa meno di un set di chiavi inglesi, ricordatevi che quel device non sta solo scaricando bit, sta probabilmente aprendo un varco nel vostro firewall. Se volete il cinema gratis, meglio imparare a configurare un server Plex decente piuttosto che regalare la propria rete a un botnet invisibile.

Source: Think twice before installing this device promising free movies

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