StarFighter: Finalmente un laptop che non vuole spiarci (o almeno, ci lascia il comando)

StarFighter: Finalmente un laptop che non vuole spiarci (o almeno, ci lascia il comando)

Se la vostra idea di sicurezza informatica non è solo un firewall ben configurato, ma anche l’atto fisico di sradicare un componente hardware dal circuito, allora prestate attenzione.

Starlabs ha appena sbandierato il suo nuovo StarFighter da 16 pollici e, onestamente, sembra uscito da un incubo di paranoia ben riuscito. Mentre i giganti del tech cercano di infilarci microfoni e sensori ovunque, questo aggeggio punta tutto sul controllo totale. La chicca? Una webcam rimovibile con connettore magnetico. Sì, avete letto bene. Se non vuoi che l’intelligenza artificiale di qualche broker di dati ti guardi mentre compili il kernel, la stacchi e la chiudi in un cassetto. Il laptop ha persino un alloggiamento interno per nasconderla. Geniale, o solo un modo per dirci che il mondo è diventato un posto troppo inquietante?

Ma non è solo marketing per paranoici. Per noi che amiamo smanettare, la vera bomba è sotto il cofano. Parliamo di firmware open-source basato su coreboot ed edk II. Niente blob proprietari che decidono magicamente come deve comportarsi il tuo hardware senza chiederti il permesso. E la cosa più bella: la garanzia non decade se decidi di smontare tutto, aggiornare pezzi o installare l’OS che preferisci. È una dichiarazione di guerra al vendor lock-in che fa bene al cuore.

Sotto il profilo hardware, la macchina non scherza. Parliamo di un display 4K da 120Hz che farebbe piangere d’invidia molti monitor da gaming, processori Intel Core Ultra o Ryzen 9, e fino a 64GB di RAM LPDDR5X. È una workstation che potrebbe far girare tranquillamente i vostri progetti più pesanti su Blender o i vostri motori grafici su Godot senza troppi lamenti. E poi c’è quel ‘kill switch’ fisico per disattivare le connessioni wireless. Un gesto analogico in un mondo digitale che fa molto ‘retro-computing’ e molto ‘resilienza’.

Certo, c’è un po’ di fuffa nel linguaggio (quel discorso sulla finitura ‘Micro-Arc PEO’ che sembra uscita da un manuale di metallurgia per alieni), ma se le specifiche sono quelle, il gioco si fa serio. La finitura ceramica resistente ai graffi e al sudore da sessione notturna di coding è un plus non indifferente.

In sintesi: se siete stufi di laptop che sembrano scatole nere indecipherabili e volete una macchina che rispetti la vostra libertà di scovare, smontare e modificare ogni singolo bit (e atomo), StarFighter è il pezzo che mancava nel vostro setup. Un po’ estremo, forse, ma in un’epoca di sorveglianza di massa, l’estremo è l’unica via sensata.

Source: StarFighter 16-Inch

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