Spyware, zero-day e un pizzico di geopolitica: i nostri smartphone non sono così sicuri come pensavamo

Spyware, zero-day e un pizzico di geopolitica: i nostri smartphone non sono così sicuri come pensavamo

Speriamo solo che il vostro smartphone non stia cercando di comunicare con un server a Mosca mentre cercate di ordinare una pizza.

Se siete del tipo che crede che basti aggiornare l’OS e mettere un bel PIN complicato per dormire sonni tranquilli, ho una brutta notizia per voi. Recentemente è emerso che un gruppo di attori – che puzzano decisamente di sponsorizzazione russa, con un occhio molto rivolto al Cremlino – ha sfruttato dei flaw critici sia su iOS che su Android per infettare dispositivi mirati. Non parliamo di un ragazzino che gioca con i payload per divertimento, ma di una campagna di spionaggio strutturata che punta dritto ai bersagli diplomatici.

Il cuore del problema è quello che noi chiamiamo lo ‘zero-day space’. In pratica, hanno trovato delle falle nel codice che i grandi vendor, Apple e Google in primis, non avevano ancora patchato. È il classico scenario da film di spionaggio alla James Bond, dove il gadget più tecnologico diventa il punto debole della missione. Quando parliamo di exploit che colpiscono entrambi i sistemi operativi dominanti, la questione smette di essere un semplice ‘bug software’ e diventa un problema di sicurezza globale.

Certo, leggendo la notizia potremmo pensare: «E a me che me ne frega? Io vivo in Italia, non sono un diplomatico dell’Est Europa». In effetti, l’impatto diretto sulla nostra quotidianità è nullo, a meno che non lavoriate in qualche ufficio governativo o non siate parte di quel ristretto gruppo di target selezionati. Per il resto della massa, questa notizia è un promemoria brutale di quanto siamo vulnerabili. Siamo tutti intrappolati in un ecosistema dove la nostra privacy dipende interamente dalla velocità con cui i giganti della tecnologia riescono a chiudere i buchi che loro stessi, con i loro rilasci frenetici e le loro stratificazioni di codice infinite, hanno creato.

La cosa che mi manda davvero fuori di testa non è solo l’esistenza del bug, ma la sofisticazione necessaria per far girare un’operazione del genere senza farsi beccare subito. È una partita a scacchi dove le mosse vengono fatte nell’ombra, usando vulnerabilità che rendono il nostro smartphone un microfono sempre acceso.

Quindi, un consiglio da amico: se vedete un aggiornamento di sistema disponibile, non cliccate su ‘Ricordamelo domani’. Anche se sappiamo che la patch potrebbe arrivare tardi, è meglio di niente. E nel frattempo, continuate a dubitare di ogni notifica sospetta. In questo mondo, l’unica vera sicurezza è l’aria di sospetto costante.

Source: Hackers exploited iOS and Android flaws to infect phones

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