
Avete presente quella sensazione di quando cercate di compilare un kernel custom e, invece di ottenere un sistema fluido, vi ritrovate immersi in un loop infinito di errori che sembrano scritti in una lingua morta? Ecco, immaginate di applicare lo stesso livello di ossessione e complessità a un film.
Robert Eggers, il regista che ha fatto della ricerca storica maniacale il suo marchio di fabbato, ha appena annunciato il suo prossimo progetto. E no, non aspettatevi un sequel sci-fi con un sacco di CGI che sbatte in faccia i soliti cliché hollywoodiani. Dopo il lavoro su ‘Werewolf’ (che, tra l’altro, promette di essere un trip visivo non indifferente), il regista ha deciso di tuffarsi nel tritacarne della letteratura classica: Shakespeare.
Per chi non lo seguisse, Eggers è quello che non si accontenta di girare un film, ma vuole ricostruire l’intero ambiente di runtime dell’epoca. Se parliamo di ‘The Witch’, lui non si è limitato a un costume d’epoca, ha cercato di replicare l’atmosfera, il linguaggio e la paranoia di quel periodo. Passare al Bardo significa che ci aspetta un livello di densità narrativa che probabilmente richiederà un debugger mentale per essere digerito interamente al primo colpo.
Non so se la notizia vi sembri una ‘boiata’ o un colpo di genio, ma c’è qualcosa di profondamente affascinante nell’idea di applicare il suo stile visivo sporco, sporco e viscerale alle tragedie shakespeariane. Immaginate ‘Macbeth’ o ‘Hamlet’ filtrati attraverso quella lente di realismo crudo che ti fa sentire il fango sotto le unghie e l’umidità che ti penetra nelle ossa. Niente filtri bellezza, niente patinature da studio di produzione che deve vendere giocattoli ai ragazzini.
Certo, restiamo con i piedi per terra: siamo in Italia, e tra un post e l’altro dobbiamo preoccuparci delle leggi europee sul copyright o delle nuove regolamentazioni sui contenuti digitali che rendono tutto sempre più sterilizzato e controllato. Ma quando si parla di cinema d’autore che sfida la struttura stessa della narrazione, il confine geografico svanisce. Se Eggers riesce a tradurre la complessità dei testi di Shakespeare in un linguaggio visivo che non sia solo ‘estetica per hipster’, potremmo assistere a qualcosa di veramente epico.
Insomma, tenetevi pronti. Se il risultato sarà all’altezza della sua reputazione, non sarà solo un film, ma un’esperienza immersiva che vi lascerà con lo stesso senso di smarrimento di un commit fallito alle tre di notte.
Source: Robert Eggers Has His Next Movie and It’s Not Something You’d Ever Guess
