Sequestro di dati: Iron Mountain ha deciso di fare l’ostaggio della memoria

Sequestro di dati: Iron Mountain ha deciso di fare l'ostaggio della memoria

C’è un vecchio adagio nel mondo dell’informatica che dice: «Se non hai il controllo fisico dei bit, quei bit non sono davvero tuoi». Beh, Nine PBS lo ha imparato nel modo più traumatico possibile, e stavolta non parliamo di un semplice bug in un database o di un server che decide di andare in pensione anticipata.

La notizia che arriva dall’altra parte dell’oceano è da film thriller distopico: l’ente radiotelevisivo australiano Nine PBS ha deciso di trascinare Iron Mountain in tribunale. Il motivo? Semplice, banale, quasi poetico: non riescono più ad accedere ai propri dati d’archivio. Immaginate di avere la vostra intera collezione di vintage game, vinili rari o script Python che vi hanno salvato la vita, e scoprire che il proprietario del magazzino ha deciso che la chiave della serratura è un optional o, peggio, che la serratura è cambiata e lui non ha nessuna intenzione di parlarvi.

Iron Mountain è quel gigante della gestione documentale che tutti vorrebbero avere come fornitore, ma che con questa mossa sembra aver preso troppo sul serio il concetto di «custodia». Non si tratta solo di un problema tecnico, ma di un vero e proprio blocco dell’accesso. È come se avessi pagato un servizio di self-storage per le tue vecchie videocassette e, quando vai a riprenderti la saga di Star Wars, l’addetto ti risponde: «Eh, i nastri ci sono, ma per vederli devi prima risolvere una questione burocratica con i nostri legali».

Certo, siamo in Australia e le dinamiche legali di un colosso australiano potrebbero sembrare lontane dai nostri circuiti, ma il concetto è universale e terribilmente vicino a noi. In Italia siamo abituati a lottare con la burocrazia e i provider che ti rendono impossibile cambiare operatore, ma questo è un livello superiore di frustrazione. È la dimostrazione di quanto sia pericoloso delegare la sovranità digitale a entità che gestiscono i tuoi asset come se fossero proprietà privata di cui possono decidere il tempo di esposizione.

Per noi che mastichiamo codice, hardware e architetture distribuite, questa non è solo una notizia legale, è un monito. È il promemoria che il concetto di sovranità sui dati non è solo una bandiera da sventolare nei forum di Linux, ma una necessità vitica. Quando il setup che hai costruito, o l’archivio che hai curato per decenni, diventa refrenario alla benevolenza di un fornitore esterno, sei solo a un passo dal vedere la tua storia cancellata con un click o, peggio, con un atto giudiziario.

Speriamo che la causa vada a buon fine, anche solo per vedere se Iron Mountain si scusa o se continuerà a comportarsi come il cattivo di un episodio di Black Mirror. Nel frattempo, un consiglio per tutti noi: fate backup, fate backup e poi fate ancora un backup… preferibilmente in un posto dove la chiave della porta la tenete voi.

Source: Nine PBS sues Iron Mountain over blocked access to archival data

Lascia un commento