Sam Altman e la tattica del ‘Per favore, mettiamoci le catene’ (ma solo a noi)

Sam Altman e la tattica del 'Per favore, mettiamoci le catene' (ma solo a noi)

C’è un tropo cinematografico che conosco fin troppo bene: il cattivo che, proprio mentre sta per premere il tasto del super-raggiante laser distruttore, si ferma un secondo per spiegare quanto sia pericoloso e prega i buoni che qualcuno intervenga a fermarlo. Ecco, Sam Altman e Dario Amodei hanno appena recitato esattamente questa scena, ma con i completi eleganti e davanti alle telecamere dell’ONU.

La notizia è che i vertici di OpenAI e Anthropic si sono presentati ai tavoli delle Nazioni Unite con una narrazione quasi poetica: l’IA è una forza inarrestabile, un rischio esistenziale che potrebbe cancellarci dalla mappa, e quindi… per favore, fateci delle leggi. Sì, avete letto bene. I padroni dei modelli linguistici più potenti del pianeta stanno implorando i governi di intervenire nel loro settore.

Se la cosa non vi suona strana, lasciatemi spiegare il ‘glitch’ logico di questa mossa. Per noi che mastichiamo codice, compilatori e architetture hardware, la richiesta di regolamentazione è un segnale d’allarme rosso sangue. Quando i leader di un mercato iniziano a chiedere barriere all’entrata, di solito non è perché siano diventati improvvisamente dei filantropi preoccupati per il destino della specie. È perché sanno che una legge scritta bene, ma fatta su misura per chi ha già i supercomputer e i miliardi necessari per l’addestramento, è il modo perfetto per blindare il proprio dominio.

È una strategia classica: creiamo una narrazione di pericolo imminente per giustificare regole così costose e complesse che nessun piccolo progetto open source, nessun gruppo di maker appassionati o startup con un garage e tanta caffeina potrà mai permettersi di rispettare. Il risultato? Un ecosistema chiuso, dove solo i giganti possono operare legalmente, avvolti in una patina di presunta responsabilità etica.

Certo, non è che le leggi internazionali abbiano un impatto immediato sulla nostra routine di debug o sulla gestione dei nostri server casalinghi qui in Italia. A noi interessa poco se un burocrate di Ginevra decide un nuovo standard di sicurezza per i modelli LLM. Però, la dinamica è pericolosa: stiamo assistendo alla costruzione di un recinto che separa il ‘noi’ (quelli che esplorano, rompono e ricostruiscono) da ‘loro’ (quelli che decidono cosa è sicuro e cosa no).

In definitiva, tra un discorso drammatico all’ONU e l’altro, la domanda resta: stanno cercando di proteggere l’umanità o stanno solo cercando di installare un firewall impenetrabile attorno al loro business model?

Source: Altman and Amodei Performed Their Stop-Us-From-Murdering-the-World Routine for the UN

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