
Scommetto che la vostra idea di ‘pulizia profonda’ sia molto meno tecnologica di quella che i reparti marketing di iRobot vorrebbero farvi credere. Mentre noi passiamo le notti a compilare kernel o a cercare di far girare un container Docker su un vecchio Raspberry Pi che emette calore come un reattore nucleare, i grandi player del settore hardware decidono di risolvere un problema che, onestamente, la maggior parte di noi non ha: la polvere intrappolata nelle fibre dei tappeti.
La notizia è questa: iRobot ha appena sbandierato i nuovi modelli Roomba Max 875 e Plus 678. La promessa? Una capacità di aspirazione sui tappeti che sarebbe tre volte superiore rispetto ai modelli precedenti. Tre volte. In pratica, secondo loro, i vostri vecchi robot stavano solo facendo un giro di cortesia sulla superficie, mentre questi nuovi bestioni avrebbero la forza di un piccolo buco nero per risucchiare tutto ciò che si trova sotto il livello del pelo del tappeto.
Tecnicamente, l’idea di aumentare la potenza di aspirazione (il classico ‘suction power’) è sempre affascinante. Più motori, flussi d’aria ottimizzati, magari qualche sensore in più che evita di trasformare il tappeto in un groviglio di capelli e polvere. Se riuscissero davvero a triplicare l’efficacia, sarebbe un upgrade hardware degno di una GPU di nuova generazione. Ma qui casca l’asino.
Per noi che viviamo di hardware e automazione, la domanda sorge spontanea: a che prezzo? Non parliamo solo di euro, ma del classico ecosistema chiuso che ti accompagna in ogni acquisto. Sappiamo tutti come funziona: compri il robot, scarichi l’app proprietaria, accetti termini di servizio che sembrano il contratto di un film di fantascienza distopica e ti ritrovi con un dispositivo che ‘parla’ solo con i server del produttore. E se domani decidessero che la licenza del tuo Roomba scade o che l’app deve essere necessariamente connessa al cloud per funzionare, cosa ne resta della tua autonomia tecnologica?
In Italia, poi, tra case storiche con pavimenti in marmo o parquet che sembrano opere d’arte, un robot che eccelle solo sui tappeti è un po’ come avere un supercomputer senza connessione internet: potente, ma con un uso molto limitato. Se avete tappeti pesanti e folti, potrebbe essere un upgrade interessante. Se la vostra casa è un minimalismo digitale fatto di cemento e resina, potreste trovarvi con un costoso fermaporta intelligente.
Insomma, entusiasmante? Sì, l’ingegneria dietro l’aumento di potenza lo è. Ma teniamoci pronti a vedere quanto di questo ‘3x’ sia reale potenza di aspirazione e quanto sia solo un modo elegante per spingerci verso l’ultimo modello della serie.
Source: iRobot’s New Roombas Can Clean Carpets 3x Deeper Than Older Models
