Rivian e il sogno (distopico) della connessione totale: la tua auto ti spia per il tuo bene

Rivian e il sogno (distopico) della connessione totale: la tua auto ti spia per il tuo bene

Comprare un veicolo elettrico oggi è un po’ come adottare un piccolo server mobile che, invece di far girare script Python, monitora ogni tuo spostamento, accelerazione e, presumibilmente, anche quanto sei stressato nel traffico.

Ho dato un’occhiata all’ultimo aggiornamento della documentazione di Rivian e, raga, la retorica aziendale è ai livelli massimi di hype. La loro missione? Preservare la natura e far evolvere i veicoli attraverso un’esperienza «connessa al 100%». Traduzione per noi che mastichiamo bit e circuiti: il tuo R1T o R1S non è solo un mezzo di trasporto, è un nodo IoT gigante che interagisce costantemente con il cloud, con l’app e con il resto dell’ecosistema aziendale.

Il marketing parla di comodità e sicurezza, ma noi sappiamo bene cosa significa quel «migliorare nel tempo» attraverso il software. Significa aggiornamenti OTA (Over-The-Air) che possono aggiungere feature fighe, ma anche patch che potrebbero cambiare le regole del gioco senza che tu possa dire nulla. Il problema non è la tecnologia in sé — anzi, l’idea di un hardware che evolve è pura poesia per chi ama il continuous deployment — il problema è la chiusura del cerchio.

Se ti piace smanettare con le tue CNC, costruire plotter o modificare il firmware di un vecchio Commodore, sai quanto sia frustrante il vendor lock-in. E qui casca l’asino. Quando un’azienda parla di una connessione così profonda e integrata, sta implicitamente dicendo che il controllo del dato non è nelle tue mani. La domanda che campeggia nel titolo dell’articolo di supporto di Hacker News — «Posso disabilitare tutta la raccolta dati dal mio veicolo?» — è il vero cuore della questione. La risposta implicita, che traspare da tutto quel linguaggio corporate sulla «connessione totale», è un bel no.

Per noi che amiamo l’open source, l’estetica del retrocomputing e la libertà di modificare ogni singolo parametro di un progetto, questo approccio è un po’ una pillola amara. È fantastico avere un’auto che è un capolavoro di ingegneria elettrica e software, ma l’idea che la nostra privacy sia il prezzo da pagare per la «preservazione del pianeta» è un trade-off che non abbiamo votato.

Speriamo solo che, tra un aggiornamento del firmware e l’altro, non ci dimentichiamo che un oggetto che possediamo dovrebbe restare, appunto, nostro. Altrimenti, non stiamo guidando un fuoristrada, stiamo solo pagando un abbonamento mensile per un sensore su ruote che ci dice quanto siamo bravi a non inquinare.

Source: Can I disable all data collection from my vehicle?

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