
Ecco una bella ironia della sorte: costruiamo sistemi per proteggere i bambini online e finiamo per sorvegliare tutti.
Le nuove leggi sulla verifica dell’età stanno diventando il nuovo giocattolo preferito dei governi e delle piattaforme social, ma come al solito chi ci rimette è chi non ha davvero bisogno di protezione. Privacy experts lanciano l’allarme: questi strumenti stanno trasformando ogni adulto in un potenziale bersaglio di raccolta dati, senza nemmeno un vero miglioramento per la sicurezza dei più giovani.
Per chi di noi ama smanettare con Raspberry Pi, Arduino o qualsiasi altra cosa che non sia un device con un bel logo sorridente, la situazione è ancora più preoccupante. Queste leggi spesso si traducono in vincoli tecnici che limitano la libertà di sperimentazione, obbligandoci a implementare soluzioni invasive solo per dimostrare che non siamo dodicenni. E poi, chi ha mai visto un hacker o un maker che usa il suo vero nome e data di nascita su un progetto?
Ma il problema va oltre la seccatura di dover inserire un codice di verifica ogni due minuti. Questi sistemi si basano su algoritmi e database centralizzati che, per quanto possano essere ben intenzionati, sono un invito a nozze per chi vuole raccogliere dati su di noi. E una volta che i dati sono fuori, non tornano più dentro.
Cosa significa per noi? Beh, per cominciare, preparatevi a dover fare un po’ di reverse engineering per aggirare questi controlli, o a dover implementare soluzioni alternative. E poi, forse è il momento di ripensare a come proteggiamo davvero i nostri dati, magari con soluzioni open-source e decentralizzate. Perché se c’è una cosa che abbiamo imparato, è che la sicurezza non si compra in un pacchetto preconfezionato.
In sintesi: se pensavate che la privacy online fosse già un casino, aspettate di vedere cosa succederà quando ogni sito web vi chiederà di scansionare il vostro passaporto per giocare a Snake.
Ah, e se avete un Raspberry Pi in un angolo, forse è il momento di tirarlo fuori e iniziare a sperimentare con alternative. Perché se c’è una cosa che sappiamo fare bene, è trovare modi creativi per aggirare i problemi.
Source: Online age-verification tools for child safety are surveilling adults
