Perché non smettere di complicarsi la vita? Il ritorno (nostalgico) del Web in C

Perché non smettere di complicarsi la vita? Il ritorno (nostalgico) del Web in C

Se la vostra idea di ‘sviluppo moderno’ consiste nel scaricare tre gigabyte di node_modules per far apparire un pulsante leggermente arrotondato, fermatevi un secondo. Fermatevi e pensate.

Recentemente è spuntato un articolo su Hacker News che è un vero e proprio schiaffo in faccia a chi vive immerso nell’hype del ‘nuovo framework che cambierà tutto’. L’autore propone un approccio che definire anacronistico sarebbe un complimento: costruire una web app in puro C, usando il vecchio CGI (Common Gateway Interface).

Sì, avete letto bene. CGI. Quella tecnologia che risale a prima che molti di noi sapessero cos’era un kernel. Ma la cosa interessante non è la nostalgia fine a se stessa, è la logica che ci sta dietro. In un mondo dove il nostro ‘supply chain’ è diventato un campo minato di pacchetti con zero manutenzione e credenziali di accesso che sembrano scritte su un post-it smarrito, l’idea di avere un stack composto da un compilatore C e tre librerie solido è quasi terapeutica.

Il punto è la semplicità. Niente abstrazzioni astratte che richiedono un modulo LSP da 2GB per capire dove finisce una funzione. Niente server applicativi che fanno da middleman tra voi e Nginx, creando quel setup a strati che sembra fatto apposta per far esplodere qualcosa in produzione alle tre di notte. Con il CGI, il tuo programma è un programma. Lo lanci da terminale, gli passi una richiesta, guardi lo stderr, usi GDB. Fine. È quasi un approccio serverless, ma senza quel rischio di trovarsi con una fattura da parte del cloud provider che ti manda in bancarotta mentre dormi.

E poi c’è la questione della manutenzione. Mentre noi qui in Italia cerchiamo di sopravvivere tra burocrazia e stangate, nel software stiamo creando dei mostri di complessità che nessuno può gestire davvero. Usare SQLite al posto di un database mastodontico che richiede un team di DBA dedicato è un respiro di aria fresca. È tutto in un file. È tutto sotto il tuo controllo.

Certo, scrivere HTML e CSS dentro stringhe di C non è esattamente l’esperienza più poetica del mondo (sembra di scrivere poesie su una macchina da scrivere Olivetti durante un blackout), ma l’autore sostiene che sia comunque meno frustrante che combattere con i plugin di un editor moderno che non capisce i template di Go o Rust.

È una follia? Forse. È una soluzione per il prossimo grande social network? Difficile. Ma come manifesto di resistenza contro l’iper-complessità e la dipendenza da ecosistemi che non controlliamo più, è una cosa che merita tutto il nostro rispetto. A volte, per andare avanti, bisogna avere il coraggio di guardare indietro.

Source: A Modern Web App in C

Lascia un commento