Oscar, no AI: Hollywood alza i cancelli (e noi possiamo continuare a smanettare in pace)

Oscar, no AI: Hollywood alza i cancelli (e noi possiamo continuare a smanettare in pace)

Si è conclusa l’era in cui potevamo sognare di vedere un modello linguistico vincere una statuetta dorata per la migliore sceneggiatura originale.

L’Academy ha appena alzato un muro (di quelli solidi, non come le pareti di un render fatto male in Blender) per impedire all’intelligenza artificiale generativa di fregare i premi nelle categorie di scrittura e recitazione. In pratica, Hollywood ha deciso di mettere il ‘No AI allowed’ su due delle categorie più prestigiose, cercando di blindare il lavoro umano contro l’invasione dei prompt ben riusciti.

Per chi lavora nel cinema, questa è una questione di sopravvivenza e diritti d’autore. Per noi che passiamo le notti a addestrare piccoli modelli locali o a generare texture assurde per i nostri progetti in Godot, la notizia è un po’ un mix di sentimenti. Da un lato, capisco la paranoia dei grandi studi: il rischio che il ‘content creation’ diventi solo un ‘prompt engineering’ senza anima è reale e il rischio di un vuoto creativo è dietro l’angolo.

Dall’altro lato, c’è da ridere un po’. È la classica reazione ‘corporate’ al panico: invece di integrare lo strumento per potenziare l’arte, si prova a bandirlo dalle competizioni ufficiali. È come se un club di retrocomputing decidesse di vietare l’uso di emulatori per far sì che solo chi ha l’hardware originale possa vincere il torneo di Street Fighter. Lo capisco, il feeling del vecchio hardware è imbattibile, ma il punto non è la tecnologia, è come la usi.

Cosa significa per noi maker e smanettoni? In fondo, poco. A noi non interessa vincere un Oscar, ci interessa che l’IA resti uno strumento nel nostro toolkit, un assistente che ci aiuta a scrivere script in Python o a generare prototipi di oggetti 3D senza dover modellare ogni singolo bullone da zero. Il fatto che l’Academy metta dei paletti non toglie valore alla potenza di calcolo che abbiamo a disposizione nel nostro garage.

La vera sfida non è impedire all’IA di vincere premi, ma evitare che l’industria diventi un loop infinito di contenuti mediocri generati da algoritmi che masticano e sputano la stessa merda senza mai aggiungere un bit di innovazione. Finché potremo usare l’IA per fare cose che prima erano impossibili — come simulare fisica complessa o creare mondi procedurali incredibili — che sia vietata agli Oscar o no, per noi il progresso resta un fatto.

Source: The Oscars Just Banned AI From Winning Acting and Writing Awards

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