
Se avessi in mano un motore capace di far volare un’astronave, cercheresti di vendere solo il carburante o proveresti a costruire l’intera flotta interstellare?
È questa la domanda provocatoria che sta facendo fumare i neuroni su Hacker News ultimamente. Il punto è semplice, ma brutale: se i modelli di linguaggio di OpenAI o Anthropic sono davvero così intelligenti e capaca di risolvere problemi complessi, perché si limitano a fare i ‘fornitori di elettricità’ (i famosi token) lasciando che siano gli altri a costruire le applicazioni che creano vero valore?
La logica dietro il thread è quasi matematica. Vendere API e token è un business basato sulla commodity. I prezzi stanno crollando, l’offerta aumenta e la competizione è feroce. È un po’ come vendere bulloni: puoi anche guadagnare, ma il vero jackpot lo fanno quelli che usano quei bulloni per costruire la prossima Iron Man suit. Se possiedi il modello più avanzato, potresti tecnicamente lanciare cento aziende diverse — dalla gestione automatizzata della logistica al tutoraggio personalizzato — saturando il mercato prima ancora che qualcuno possa dire ‘prompt engineering’.
Perché non lo fanno? Ecco, qui entra in gioco la realtà meno romantica del codice e più legata ai big numeri della Silicon Valley. Gestire una singola piattaforma di AI è già un incubo di costi computazionali e infrastruttura che farebbe impallidire un data center della NASA. Creare un ecosistema di cento aziende diverse richiederebbe una capacità gestionale, legale e di marketing che nemmeno Sam Altman con un budget infinito potrebbe gestire senza collassare.
C’è poi il rischio del ‘cannibalismo’. Se OpenAI decidesse di lanciare la sua app di scrittura perfetta, ucciderebbe istantaneamente migliaia di startup che sopravvivono proprio grazie alle sue API. È un classico dilemma da giocatore: preferisci una rendita sicura e costante (le API) o la scommessa ad alto rischio di costruire un castello che potrebbe crollare sotto il suo stesso peso?
Per noi che preferiamo navigare tra repository open source e script personalizzati, la questione è sottile. Da un lato, la commoditizzazione dei modelli è un bene: i prezzi scendono, le prestazioni salgono e la libertà di sperimentare aumenta. Dall’altro, c’è il rischio che la concentrazione di tutto questo potere in poche mani proprietarie renda l’ecosistema un giardino recintato dove tutto è controllato da un unico, gigantesco e opaco orchestratore.
In fin fine, per ora, sembra che i giganti abbiano scelto la strada del ‘gas dente’: vendere l’energia e sperare che il resto del mondo si scontra contro i costi della bolletta. Noi, nel frattempo, continuiamo a ottimizzare i nostri prompt e a sperare che il prossimo modello non sia troppo costoso per i nostri poveri budget da developer.
Source: Ask HN: If the models are so good, why doesn't OpenAI just start 100 companies?
