OpenAI sdogana Astra in tribunale: avvocati, preparate i caffè (e i firewall)

OpenAI sdogana Astra in tribunale: avvocati, preparate i caffè (e i firewall)

Un tempo i grandi processi si decidevano con una giuria di dodici persone e un avvocato con la borsa di pelle consumata; oggi sembra che basti un prompt ben strutturato e un sacco di potenza di calcolo. OpenAI ha appena annunciato ‘Astra for Law’, una verticalizzazione del suo modello Astra pensata specificamente per il settore legale. Sì, avete letto bene: stanno portando l’intelligenza artificiale multimodale direttamente nelle aule di giustizia.

In parole povere, l’idea è quella di un assistente che non si limita a leggere PDF, ma che ‘comprende’ contesti legali complessi, analizza giurisprudenza, trova incongruenze nei contratti e, teoricamente, riduce il tempo speso a fare ricerca manuale. Se pensate che il lavoro dell’avvocato sia solo citare articoli di legge a memoria, restate pure sui vostri manuali di diritto amministrativo, perché qui si parla di processare montagne di dati in pochi secondi.

Dal punto di vista tecnico, la cosa interessante è l’integrazione delle capacità multimodali. Astra non è solo testo; può ‘vedere’ documenti, diagrammi e magari persino analizzare prove video o audio, collegando i punti tra prove eterogenee con una velocità che un essere umano, che ha bisogno di dormire e mangiare, non potrà mai raggiungere. È un salto tecnologico notevole, che ricorda un po’ i momenti in cui i computer passavano dal semplice calcolo vettoriale alla capacità di interpretare intere interfacce grafiche.

Tuttavia, non tutto è oro quel che luccica (e non tutto è open source, per inciso). Mentre noi passiamo le serate a cercare di far girare un Llama locale senza far esplodere la GPU, qui parliamo di una soluzione proprietaria che vive interamente nell’ecosistema OpenAI. Se decidi di affidare la tua strategia legale a un modello chiuso, sei implicitamente legato a quel fornitore e alle sue decisionhe su aggiornamenti, costi e, soprattutto, sulla gestione dei dati. E parliamo di dati legali: roba estremamente sensibile.

C’è poi il fattore ‘Italia’. Se pensate che domani mattina i nostri tribunali saranno gestiti da un’IA californiana, lasciate perdere. La nostra burocrazia ha una resistenza naturale ai cambiamenti che nemmeno il codice legacy più ostinato. Per ora, Astra for law sembra più una rivoluzione per i grandi studi internazionali che operano su standard anglosassoni. Per noi, la sfida sarà capire come queste tecnologie si scontreranno con il GDPR e con le nostre leggi specifiche, che sono un labirinto molto più intricato di qualsiasi dataset di addestramento.

In sintesi: un tool incredibilmente potente che promette di scardinare la ricerca legale, ma che porta con sé quel retrogusto di centralizzazione del sapere che non ci è mai piaciuto. Interessante, decisamente figo, ma teniamo sempre un occhio critico sul codice e sui dati.

Source: Astra for Law

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