OpenAI e l’arte del ‘smuggling’: quando il nuovo modello arriva tra un teorema e l’altro

OpenAI e l'arte del 'smuggling': quando il nuovo modello arriva tra un teorema e l'altro

Avete mai provato a leggere un paper accademico sperando di trovare almeno una formula che non vi faccia venire il mal di testa? Ecco, dimenticatevelo, perché OpenAI ha deciso di usare la matematica come copertura per un annuncio che, se fosse stato fatto con un keynote stile Apple, avrebbe fatto esplodere internet.

In pratica, i geni di San Francisco hanno pubblicato un blog post che sembrava parlare della ‘congettura della rigidità di Connes’. Un titolo che, ammettiamolo, farebbe svenire non solo un nerd, ma pure un matematico con la barba lunga e il caffè in mano. Ma tra un teorema e l’altro, quasi senza che te ne accorgessi, sono apparsi i dettagli su Astra, il loro prossimo grande modello di AI.

Perché farlo? Beh, conoscendo la velocità con cui il mondo tech corre verso il prossimo ‘hype train’ che poi si rivela solo un set di wrapper su GPT-4, forse volevano evitare che la stampa generalista facesse troppo rumore prima del tempo. O forse, molto più semplicemente, volevano testare se fossimo ancora capaci di leggere qualcosa che non sia un tweet o un comunicato stampa pieno di buzzword vuote.

Dal punto di vista tecnico, Astra sembra promettere molto in termini di multimodalità e velocità di risposta, roba che ci eccita sempre un po’, specialmente se pensiamo alle potenzialità di avere un assistente che non solo legge testo, ma ‘vede’ e ‘comprende’ il contesto in tempo reale. Tuttavia, c’è sempre quel retrogusto amaro: un altro modello potente che arriva in un ecosistema sempre più chiuso, dove le maglie si stringono e tutto diventa sempre più dipendente da un unico, enorme, provider centrale.

Per noi che amiamo smontare le cose e capire come funzionano, vedere queste notizie ‘insinuata’ in post accademici è quasi un omaggio alla nostra natura di investigatori. Non importa se la notizia arriva da un comunicato stampa patinato o da un paragrafo perduto in una discussione sulla topologia: la sostanza è che il fronte dell’AI si sta spostando verso capacità sempre più integrate.

Restiamo in attesa di vedere se Astra sarà davvero la rivoluzione promessa o solo un altro upgrade che ci costringerà a pagare un abbonamento mensile sempre più salato. Nel frattempo, io torno a cercare di capire cosa cavolo sia la congettura di Connes. Spoiler: non ci sono riuscito.

Source: OpenAI Smuggled the Announcement of Astra, Its Next AI Model, Into a Blog Post About Math

Lascia un commento