OpenAI e il piano ‘America First’: Sam Altman sta cercando di comprare l’Amministrazione?

OpenAI e il piano 'America First': Sam Altman sta cercando di comprare l'Amministrazione?

Mettiamola così: se avessi saputo che il futuro dell’intelligenza artificiale sarebbe stato deciso con una combinazione di lobby politica e quote societarie, avrei iniziato a investire pesantemente in vecchi floppy disk e manuali di assembly.

La notizia che arriva dagli States è di quelle che ti fanno resettare il kernel per lo shock. Sam Altman, il volto (e il portafollio) di OpenAI, ha deciso di giocare la carta dell’ «America First» per cercare di placare le tensioni con Washington. La proposta? Creare un forum internazionale guidato dagli Stati Uniti per regolamentare l’IA, ma con un dettaglio che sembra uscito da un episodio di «Succession»: una partecipazione del 5% dell’azienda alla nuova amministrazione Trump.

Sì, avete letto bene. Non stiamo parlando di una semplice collaborazione regolatoria, ma di un intreccio tra potere tecnologico e potere politico che farebbe sembrare il Cyberspace un giardino recintato per bambini. L’obiettivo dichiarato di OpenAI sarebbe quello di rassicurare il pubblico — che ormai guarda ai modelli generativi con lo stesso sospetto con cui un sysadmin guarda un aggiornamento automatico di Windows alle tre di notte — e, contemporaneamente, blindare il proprio rapporto con il governo federale.

Per noi che viviamo tra repository GitHub, server auto-ospitati e modelli open source, questa mossa puzza di una strategia di consolidamento del potere senza precedenti. È il tentativo di stabilire un perimetro dove le regole del gioco sono scritte da chi detiene la potenza di calcolo e i contatti giusti nei corridoi del potere. Se l’IA diventa un asset geopolitico gestito sotto l’egida di un ‘forum’ che è, di fatto, un’estensione della politica estera americana, la libertà di sperimentazione e la trasparenza rischiano di diventare solo delle mere note a piè di pagina nei termini di servizio.

Certo, restiamo con i piedi per terra: siamo in Italia e, a meno che non decidano di estendere la ‘quota Trump’ anche ai nostri ministeri (e speriamo di no), l’impatto diretto sulle nostre vite sarà mediato dalle regolamentazioni europee. Tuttavia, il rischio che il cuore pulsante della ricerca mondiale venga incapsulato in un modello di governance così verticalizzato e ‘patriottico’ è reale.

Vediamo se questo esperimento di capitalismo geopolitico reggerà o se finiremo in un loop infinito di lobby e restrizioni. Intanto, io continuo a far girare i miei modelli locali, dove l’unica amministrazione che conta è quella del mio setup Linux.

Source: America First: Sam Altman Proposes ‘US-Led International Forum’ for AI and 5% Stake for Trump Admin

Lascia un commento