Nvidia e SpaceX: l’abbraccio definitivo per dominare l’universo (o almeno il cloud)

Nvidia e SpaceX: l'abbraccio definitivo per dominare l'universo (o almeno il cloud)

Mentre noi ci perdiamo in discussioni su quale distro Linux sia la più snella o se sia meglio compilare il kernel da soli, i pesi massimi dell’industria stanno giocando a Risk su una scala che farebbe sembrare la conquista della Terra una passeggiata nel parco.

Nvidia ha appena reso ufficiale quello che molti sospettavano: ha messo sul piatto 21 miliardi di dollari per una quota in SpaceX. Sì, avete letto bene. Non sono numeri per la gestione di un cluster di Raspberry Pi in garage, ma una cifra che farebbe tremare le vene ai polsi di qualsiasi CFO. E il motivo non è solo per il gusto di collezionare aziende spaziali come figurine.

Il succo della questione è questo: Elon Musk ha annunciato un accordo esclusivo per equipaggiare i data center di SpaceX con l’hardware di Jensen Huang. In pratica, stiamo assistendo alla nascita di un ecosistema verticale quasi impenetrabile. Da una parte hai le GPU più potenti del pianeta, dall’altra hai l’infrastruttura che ci connette (e che punta alle stelle).

Per chi mastica di infrastrutture, il quadro è piuttosto chiaro, anche se decisamente inquietante. Quando un unico fornitore di silicio diventa il pilastro fondamentale dell’espansione spaziale e computazionale di un altro gigante, il concetto di ‘scelta’ inizia a svanire nel vuoto cosmico. È un ecosistema che si auto-alimenta: più hardware Nvidia finisce nei data center di Musk, più l’integrazione diventa profonda, più diventa difficile — se non impossibile — per un competitor provare a bussare alla porta senza trovarsi in una situazione di svantaggio strutturale.

Certo, l’idea di avere l’intelligenza artificiale che gira su server alimentati da una rete satellitare globale è decisamente figa. È pura fantascienza che prende vita sotto i nostri occhi. Vedere la potenza di calcolo che si sposta verso l’orbita terrestre ha quel sapore da ‘Star Wars’ che non possiamo ignorare. Ma non tutto è glitter e motori a combustione.

Per noi che amiamo la libertà di testare, sperimentare e cambiare componente quando il vecchio si rompe, questa tendenza verso l’integrazione totale è un segnale d’allarme. Se il futuro dell’informatica è un unico, gigantesco monolite di silicio e razzi, dove finisce lo spazio per l’alternativa?

In Italia, come al solito, ci guarderemo da lontano con un po’ di sano scetticismo, commentando la notizia tra un caffè e l’altro, ma la verità è che il perimetro del gioco si sta spostando. Non si tratta più di quanto è veloce il tuo script, ma di chi possiede i mattoncini con cui l’intera realtà digitale viene costruita. E, per ora, quei mattoncini sono decisamente tutti della stessa famiglia.

Source: Nvidia discloses $21B stake in SpaceX

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