
Se pensavate che l’unico rischio di far guardare ‘Stranger Things’ ai vostri figli fosse l’ossessione per l’upside down, vi sbagliate di grosso. C’è un altro tipo di ‘presenza’ che potrebbe trovarsi dietro lo schermo, e non è un mostro demogorgone, ma un algoritmo molto affamato di metadati.
La Florida ha appena lanciato una causa contro Netflix, accusando il colosso dello streaming di raccogliere dati sensibili riguardanti i minori senza le dovute precauzioni. In pratica, mentre i piccoli spettatori si perdono tra cartoni e serie animate, i server della big tech stanno facendo un lavoro di spionaggio degno di un episodio di ‘Black Mirror’, tracciando abitudini, preferenze e altri dettagli che non dovrebbero mai uscire dal perimetro della casa.
Ora, facciamo un respiro profondo e calmiamo gli animi. Siamo in Italia, e grazie al GDPR, abbiamo un paracadute che negli Stati Uniti è spesso solo un concetto astratto. Se Netflix facesse una cosa del genere qui, la Garante Privacy gli farebbe un mazzo così in breve tempo da far sembrare una multa della sanzione amministrativa una nota di spese in un ufficio contabilità. Quindi, se siete preoccupati che un avvocato di Miami stia combattendo per i vostri dati, potete rilassarvi: qui le regole del gioco sono decisamente più stringenti.
Tuttavia, non dobbiamo essere dei complottisti da bar. Il punto non è solo la legge locale, ma il modello di business stesso. Il problema non è lo streaming in sé, ma quel meccanismo invisibile che trasforma ogni nostra interazione in un punto dati da vendere, analizzare e profilare. È quel circolo vizioso dove l’utente pensa di consumare un servizio, mentre in realtà è il prodotto che viene analizzato pezzo per pezzo.
Certo, non è che Netflix stia necessariamente cercando di rubare l’identità dei bambini per vendere loro dei gadget su Amazon, ma l’accumulo selvaggio di informazioni crea un archivio digitale che è una bomba a orologeria. Una volta che i dati sono nel cloud, non tornano più indietro. È una questione di controllo sul proprio perimetro digitale, un concetto che chi ama l’open source e la customizzazione del proprio ambiente digitale sa quanto sia vitale.
Insomma, la battaglia in Florida è un promemoria utile per tutti noi: la tecnologia che usiamo è un’arma a doppio taglio. È fantastica, permette di esplorare mondi incredibili, ma ha sempre un occhio puntato su di noi. Restiamo svegli, patchiamo le nostre difese e cerchiamo di non regalarci la nostra privacy solo perché il nuovo episodio è uscito oggi.
Source: Florida Sues Netflix Over Streamer’s Collection of Data From Minors
