
Immaginate di avere un set di attrezzi custom che avete costruito con amore, pezzo dopo pezzo, ma che alla fine del giorno fanno la stessa identica cosa di un kit professionale già pronto e decisamente più potente. Probabilmente lo smontereste per usare i soldi e comprare un tool migliore, giusto?
Ecco, Mullvad ha appena fatto esattamente questo. I ragazzi hanno annunciato che spegneranno i loro server DNS criptati (DoH) pubblici. E no, prima di iniziare a scrivere commenti indignati o pensare che stiano cedendo al lato oscuro del profitto, leggete tutto. Non è un declassamento, è un upgrade strategico.
Il punto è semplice: se usate già Mullvad VPN, il DNS è già gestito internamente e criptato. Fine della storia. Il problema sorge quando non siete sotto VPN, magari usando il Mullvad Browser per navigare in modalità ‘incognito estremo’ senza far vedere al vostro ISP (quelli che ci vendono fibra a prezzi da strozzino) quali domini state visitando. Finora, Mullvad gestiva i propri server per garantire questo livello di protezione.
Però, gestire un servizio DNS pubblico a livello globale è un incubo di manutenzione e specializzazione. Invece di continuare a fare i ‘finti’ provider DNS e duplicare sforzi che magari non servono a nulla, Mullvad ha deciso di dire: «Ragazzi, Quad9 è il boss in questo campo, noi preferiamo finanziare loro». In pratica, invece di sprecare risorse per mantenere infrastrutture parziali, mettono i soldi direttamente in chi sta già facendo un lavoro mastodontico.
Per noi che mastichiamo bit e non ci fidiamo di nulla, questo è un segnale eccellente. È la filosofia dell’open source applicata alla gestione delle risorse: non reinventare la ruota se puoi finanziare chi l’ha resa indistruttibile.
Attenzione però: se avete configurato manualmente i server DNS di Mullvad sul vostro setup, o se usate profili iOS/macOS creati ad hoc, avete una scadenza. Entro il 2 novembre 2026 dovete spostarvi su Quad9. Se usate il Mullvad Browser con le impostazioni di default, non preoccupatevi, faranno tutto loro. Se invece avete fatto il nerd e avete customizzato i parametri DoH, dovete rimetterli in riga, altrimenti resterete con un tunnel verso il nulla.
In un mondo dove ogni azienda cerca di chiuderti in un ecosistema proprietario e di renderti dipendente dai propri servizi, vedere un player che sceglie di smettere di fare ‘l’eroe solitario’ per supportare un’infrastruttura comune più robusta è una boccata d’aria fresca. Meno hype, più sostanza.
Quindi, preparate i terminali, aggiornate i profili e che il traffico sia sempre criptato.
