
Immaginate di aprire MS Paint, un programma che per tutti noi rappresenta il paradiso della semplicità e del puro caos digitale, per scoprire che in realtà sta cercando di fare il poliziotto della tua creatività.
Recentemente, un ricercatore indipendente ha deciso di andare a curiosare sotto il cofano di Microsoft Paint e Photos, e quello che è emersato non è proprio una notizia che ti fa venire voglia di fare un brindisi con un po’ di birra artigianale. Se pensavate che l’integrazione dell’AI fosse solo una funzione utile per generare paesaggi fantasy mentre siete in pausa caffè, beh, la realtà è decisamente più… ‘sorvegliata’.
Il succo della questione è questo: Microsoft ha deciso di spingere i modelli AI direttamente sui PC (parliamo dei nuovi Copilot+ PC), permettendo la generazione di immagini localmente. Figo, no? Un po’ come avere un piccolo motore sotto il cofano della tua macchina. Solo che, mentre il lavoro pesante lo fa il tuo hardware, il controllo della moralità avviene altrove. Ogni volta che scrivi un prompt, questo viene inviato a un server remoto per la ‘moderazione’. Sì, avete capito bene: il tuo computer lavora in locale, ma il tuo pensiero passa comunque per i server di Redmond per essere censurato.
Ma il vero colpo di scena è il watermark invisibile. Anche se generi l’immagine sul tuo PC, Microsoft inserisce un GUID (un identificativo univoco) invisibile all’interno del file. Non importa quanto tu provi a nasconderlo; c’è una firma digitale che dice al mondo: ‘Ehi, questa immagine è stata creata con gli strumenti di Microsoft’. E la cosa più assurda? Anche se attivi le impostazioni per il watermark visibile, quello invisibile continua a fare il suo lavoro di sottofondo, indisturbato, come un piccolo spyware gentilmente offerto dal vendor.
Per chi mastica di reverse engineering, la scoperta è una manciata di sale. Analizzando i percorsi delle WindowsApps, è emerso come tutto sia strutturato per mantenere questo controllo, usando standard come il C2PA per i metadati. È un ecosistema chiuso che cerca di dare l’illusione dell’autonomia locale, ma che in realtà mantiene un cordone ombelicale molto stretto con il cloud.
Non è una tragedia che cambierà il corso della storia del software libero, e non è nemmeno una questione che riguarda direttamente le leggi sulla privacy europee (che tanto, sappiamo tutti, spesso arrivano quando il problema è già diventato un reperto archeologico). Tuttavia, per noi che amiamo capire come funzionano davvero le cose, è un promemoria fondamentale: l’era del ‘fai da te’ in locale è finita se non hai il controllo totale del codice. La comodità dell’AI integrata ha un prezzo, e in questo caso, il prezzo è la tracciabilità invisibile di ogni tuo pixel.
Source: MS Paint and Photos inivisibly watermark even locally generated output with GUID
