
Se pensate che il problema principale di un progetto fallito sia un bug nel codice o un corto circuito su una breadboard, preparatevi a rimettere in discussione le vostre priorità.
Si parla di spazio, gente. E no, non di quello dove girano i satelliti Starlink, ma della Luna. Recentemente è emerso che tutti i dodici astronauti delle missioni Apollo hanno sofferto di quella che chiamano «lunar hay fever». Praticamente, un’allergia spaziale causata da una polvere che non solo puzza di polvere da sparo bruciata, ma è decisamente più cattiva di un driver non aggiornato su Windows.
Il problema è la fisica, quella brutta che non puoi bypassare con un workaround. A differenza della polvere che trovate sotto il vostro banco da lavoro, quella lunare non è stata levigata dal vento o dall’acqua per miliardi di anni. È composta da particelle di silicato affilate come lame di vetro. Immaginate di far girare una smerigliatrice senza protezioni, ma con particelle microscopiche che fluttuano nell’aria perché la gravità è una frazione di quella terrestre. Un incubo per i polmoni.
L’ESA (l’Agenzia Spaziale Europea, per quelli che non seguono i paper scientifici) sta cercando di capire quanto sia tossico questo scenario. La polvere è carica elettrostaticamente a causa delle radiazioni solari, il che significa che ‘levita’ e si attacca a tutto. È come quel residuo di flussante che non riesci mai a pulire del tutto da una PCB, solo che qui invece di rovinare solo la saldatura, ti distrugge le membrane alveolari e può potenzialmente danneggiare persino le cellule cerebrali.
Da maker, noi siamo abituati a gestire la polvere. Sappiamo quanto sia infame quando entra in un alimentatore o rovina un meccanismo di una CNC. Ma qui parliamo di un ‘hardware’ naturale che è progettato per l’erosione. Però, c’è un lato positivo (sì, cercate di non urlare): se riesci a domare questa polvere, puoi usarla per stampare mattoni o estrarre ossigeno. In pratica, è il materiale definitivo per il crafting estremo, se solo trovassimo un modo per non respirarlo.
Il vero rischio per i prossimi esploratori non è il lack of budget o il marketing spazzatura delle corporation, ma l’impossibilità di creare una ‘sandbox’ sicura. Se non risolviamo il problema della sigillatura degli ambienti e della gestione dei materiali abrasivi, l’idea di una base lunare rimarrà un bellissimo render fatto male in Blender, senza alcuna possibilità di implementazione reale.
Insomma, meno hype sulla colonizzazione e più ricerca sulla resistenza dei materiali. Perché se la polvere distrugge le guarnizioni delle tute e i polmoni degli astronauti, l’unica cosa che resterà è un mucchio di hardware costoso e inutilizzabile abbandonato nel vuoto.
Source: All 12 moonwalkers had "lunar hay fever" from dust smelling like gunpowder (2018)
