
Vi è mai capitato di dover analizzare un flusso di dati crittografato e sentirvi come se steste cercando di leggere un libro in una lingua dimenticata dal tempo?
Se fate parte della cerchia di quelli che passano le serate a debuggare pacchetti con mitmproxy, sapete bene che la magia avviene nel cuore del TLS. Recentemente, tra le pieghe del codice sorgente di mitmproxy, è spuntata una modifica che, a prima vista, potrebbe sembrare un semplice vezzo da sviluppatori, ma che nasconde un dettaglio interessante per chi si occupa di sicurezza e analisi del traffico.
Nello specifico, è stata introdotta una nuova proprietà nelle impostazioni dell’interfaccia: «emudhra». Non preoccupatevi, non è il nome di un nuovo supereroe della Marvel o di un virus informatico che sta per colpire i nostri server. Si tratta di un flag booleano che è stato aggiunto allo stato globale delle opzioni dell’applicazione.
Ma di cosa parliamo esattamente? Se scaviamo tra i test e le implementazioni, notiamo che questa opzione sembra legata a una configurazione specifica del protocollo TLS. Per i non addetti ai lavori, il TLS (che è quel protocollo che mette il lucchetto verde nel browser) è la barriera che protegge le nostre comunicazioni. Quando usiamo un proxy intermedio per ispezionare il traffico, stiamo essenzialmente facendo un gioco di prestigio: creiamo una connessione sicura tra noi e il proxy, e un’altra tra il proxy e la destinazione.
L’aggiunta di questo parametro suggerisce che mitmproxy stia espandendo la sua capacità di gestire scenari di cifratura più particolari o specifici, probabilmente legati a particolari implementazioni di certificati o handshake che prima richiedevano configurazioni manuali più ostiche. È un piccolo passo verso una maggiore flessibilità, permettendo di gestire casi d’uso che finora erano forse un po’ troppo ‘specialistici’ per essere gestiti con un semplice switch.
Non aspettatevi una rivoluzione che cambierà il modo in cui navighiamo su internet, né una nuova legge sulla privacy che ci impedirà di vedere cosa succede nei nostri pacchetti. È un aggiornamento ‘sotto il cofano’, tecnico, quasi invisibile all’utente comune, ma fondamentale per chi, come noi, non si accontenta di vedere solo il contenuto della pagina, ma vuole capire esattamente come i bit e i byte vengono orchestrati durante l’handshake.
In un mondo dove tutto diventa sempre più criptato e difficile da ispezionare, vedere strumenti open source che continuano a rifinire i dettagli più minuti è sempre un motivo per sorseggiare il caffè con un pizzico di soddisfazione.
Source: mitmproxy adds –emudhra option
