
C’è una regola non scritta nel mondo del software che dice: se non stai pagando per il prodotto, il prodotto sei tu (e i tuoi dati, e i tuoi segreti industriali, e pure le tue query assurde su come far funzionare quel vecchio script Python).
Ultimamente, i big della Generative AI stanno cercando di convincerci che la loro voracità di dati sia solo «entusiasmo per il miglioramento del servizio». Mistral, uno dei player più interessanti del panorama europeo, ha deciso di mettere nero su bianco come potete cercare di proteggere la vostra privacy. Spoiler alert: non lo fanno in automatico.
Se usate la loro piattaforma «Vibe», preparatevi a un piccolo check mentale. Per gli utenti standard, il sistema è impostato per alimentare il modello con le vostre conversazioni e i vostri documenti caricati. Sì, avete letto bene. Se caricate un PDF con le specifiche del vostro nuovo progetto hardware, quel PDF diventa parte del pasto per l’addestramento. La buona notizia? Esiste un toggle nel pannello Admin per disattivare questa funzione. La cattiva? Dovete andarci voi a cliccare. Se invece siete nel mondo «Enterprise», la situazione è un po’ più rassicurante perché il default è l’opt-out, ma la gestione è delegata all’admin. Un classico esempio di gerarchia che sa di burocrazia aziendale, ma almeno funziona.
E per chi vive di mobilità, le procedure su iOS e Android sono altrettanto… manuali. Dovete scavare nelle impostazioni, cercare la sezione «Data & Account Controls» e deselezionare la spunta. Praticamente, se vi dimenticate, il vostro smartphone diventa un microfono per i loro algoritmi.
Attenzione però, perché qui c’è il vero trick per i developer: i toggle non sono sincronizzati. Se disattivate l’addestramento su Vibe, non è che magicamente sia fatto anche per le API o per Mistral Studio. Ogni servizio è un compartimento stagno. È un po’ come quando in un dungeon trovi tre diverse leve per aprire la stessa porta: se ne premi solo una, rimani comunque bloccato fuori.
Nonostante questa piccola manovra di ‘dark pattern’ dove la responsabilità del silenzio ricade interamente sull’utente, devo dire che il fatto che Mistral offra una via d’uscita chiara è un bene. In un mondo dove il consenso è spesso sepolto sotto strati di termini di servizio scritti in sanscrito, avere una procedura diretta è un piccolo vinto. Per noi che amiamo il controllo totale, però, la vera soluzione resta sempre la stessa: se non vuoi che i tuoi dati finiscano nel modello, meglio usare modelli locali e far girare tutto sul proprio hardware. Almeno lì, l’unico che può spiare i tuoi log sei tu (o il tuo gatto).
Source: Can I opt out of my input or output data being used for training?
