Microsoft e l’arte di sabotare i propri clienti (con stile)

Microsoft e l'arte di sabotare i propri clienti (con stile)

Il concetto di proprietà è diventato un reperto archeologico, un po’ come i floppy disk da 3.5 pollici o la voglia di rispettare i termini di servizio.

Se pensavate che comprare una licenza ‘perpetua’ fosse un modo per dire ‘questo è mio e non ne parleremo più’, Microsoft ha una brutta notizia per voi. La multinazionale di Redmond ha pianificato una little trick: un degrado remoto delle funzionalità per Office 2019 e 2021 su macOS. In pratica, tramite un aggiornamento pianificato, le versioni che avete pagato per possedere con una licenza definitiva verranno trasformate in modalità ‘sola visualizzazione’.

Sì, avete letto bene. Non è un bug, non è un errore di sistema. È una degradazione programmata. È come se comprassi un kit di modellismo, un domani mi svegliassi e scoprissi che i pezzi non si incastrano più perché la fabbrica ha deciso che ora puoi solo guardarli in vetrina senza toccarli.

Per noi che siamo abituati a smanettare, a modificare file di configurazione e a pretendere il controllo totale sul nostro hardware e sul nostro software, questa è la definizione perfetta di ‘corporate bullshit’. È il trionfo del modello a sottoscrizione (SaaS) forzato con la forza bruta. Se non paghi l’abbonamento mensile a Microsoft 365, il tuo software ‘eterno’ diventa un semplice lettore di PDF con l’interfaccia di Word.

Per la community di maker e hacker, questo è un segnale d’allarme rosso fuoco. Se non puoi fidarti di un software che hai già pagato, come puoi fidarti di qualsiasi altra cosa nel vostro stack tecnologico? Questo è il vendor lock-in portato all’estremo: ti tengono prigioniero non perché il loro prodotto sia l’unico possibile, ma perché hanno reso inutilizzabili le alternative che possiedi già.

Cosa significa in termini pratici? Significa che è ora di fare un bel cleanup del proprio workflow. Se usate Mac per gestire progetti, è il momento di spostarsi seriamente su alternative open source o meno invasive. LibreOffice non è perfetto, ma almeno non decide lui quando smette di lasciarti scrivere i documenti. Oppure, se siete dei veri puristi, potrete iniziare a pensare a soluzioni che non richiedano un check-in costante con i server di Redmond per decidere se siete autorizzati a digitare una riga di testo.

In un mondo che si muove verso l’AI e il cloud totale, proteggere la propria autonomia digitale è diventata la nostra nuova missione. Non lasciate che il vostro toolkit diventi un museo di oggetti intoccabili.

Source: Microsoft degrades functionality of perpetually-licensed offline products

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