
Immaginate di essere nel bel mezzo di un vicolo di Trastevere o tra i palazzi di Milano e di cercare quel bar che, secondo le mappe, è chiuso da tre anni, ma che in realtà è il posto più figo della zona. Ecco, il problema non è il bar, è che i dati che usiamo sono spesso un ammasso di informazioni frammentate, gestite da big tech che si interessano poco alla precisione del singolo dettaglio locale.
Se invece di scrollare passivamente le app proprietarie preferite l’idea di ‘sporcarti le mani’ e contribuire a qualcosa di veramente utile, c’è una notizia che potrebbe far scattare il vostro lato maker. È appena uscito un tutorial (che trovo decisamente brillante) per iniziare a editare OpenStreetMap (OSM) in meno di un quarto d’ora. Non parlo di fare mapping di intere nazioni come se fossi un cartografo dell’Ottocento, ma di una missione chirurgica: aggiungere i tag ‘website’ ai negozi e ai servizi che conosciamo.
Perché è una cosa fondamentale? Perché aggiungere l’URL ufficiale di un locale è l’effetto domino perfetto. Una volta che il sito è mappato, i bot e gli altri contributori possono estrarre orari, numeri di telefono ed email. È automazione pura, alla buona, ma estremamente efficace.
Il setup è una goduria per chi ama i software che non hanno paura di una riga di codice o di una configurazione un po’ ‘old school’. Si usa JOSM, l’editor Java di OSM. Non è l’interfaccia più sexy del mondo, sembra quasi di stare su un terminale degli anni ’90, ma è potentissimo. Il vero trick qui è l’uso di un filtro specifico. Invece di impazzire a cercare a caso, basta incollare una query (sì, una stringa tipo SQL) per isolare solo i posti che mancano del tag website.
E qui arriva la parte veramente figa: il plugin ‘WebsiteWizard’. Questo piccolo gioiello automatizza la ricerca su DuckDuckGo (perché, ammettiamolo, la privacy non è un optional) e ti permette di mappare i siti ufficiali con pochi click. Niente aggregatori di recensioni o profili social farlocchi, solo la verità nuda e cruda del sito ufficiale.
Certo, non è che domani mattina l’Italia sarà mappata alla perfezione. Siamo abituati a lasciare che facciano tutto gli altri, ma se vogliamo un mondo digitale che non sia solo un recinto proprietario e chiuso, dobbiamo iniziare a popolare i database open. Se avete 15 minuti tra una compilazione di codice e un episodio di una serie sci-fi, provateci. È gratificante, è utile e, onestamente, è un ottimo modo per sentirsi un po’ meno impotenti di fronte al caos informativo del web.
