Mappe, bug geometrici e diplomazia: l’ONU prova a fixare il mondo (letteralmente)

Mappe, bug geometrici e diplomazia: l'ONU prova a fixare il mondo (letteralmente)

Se vi siete mai sentiti dire che l’Africa è un piccolo continente sperduto tra i mari, sappiate che non era un vostro errore di calcolo, ma un bug sistemico della cartografia mondiale. Per secoli abbiamo vissuto con la proiezione di Mercatore che, pur essendo una figata atomica per i navigatori (grazie a quel preservare gli angoli), ha distorto le proporzioni del pianeta come un filtro deformante di un vecchio video di YouTube.

Le notizie che arrivano dall’ONU dicono che è stata approvata una risoluzione per adottare mappe che rappresentino le dimensioni dei continenti in modo più accurato. In pratica, stanno cercando di fare un ‘refactoring’ della realtà. L’idea è quella di smettere di far sembrare l’Europa e il Nord America dei giganti invincibili e l’Africa un piccolo quadratino insignificante.

Ora, siamo onesti: a noi che viviamo in Italia, tra scartoffie burocratiche e leggi che sembrano scritte in un linguaggio di programmazione preistorico, una risoluzione dell’ONU potrebbe sembrare quanto un aggiornamento di sicurezza su un server che non tocchi dal 2012: poco rilevante per la vita di tutti i giorni. Non è che domani la vostra pizza arriverà con dimensioni diverse o che il tuo router smetterà di avere lag.

Però, c’è un ‘ma’ che scotta. La cartografia non è solo geografia, è un modo per strutturare la percezione del potere. Vedere le proporzioni corrette significa ricalibrare il nostro ‘mindset’ globale. È un po’ come quando scopri che un modulo open source che usavi senza guardarlo ha una documentazione che stravolge completamente la logica di implementazione: tutto ciò che credevi scontato viene messo in discussione.

Certo, restano i dubbi classici: quanto sarà difficile implementare questo cambiamento nei sistemi GIS, nei software di navigazione e nei libri scolastici di tutto il mondo? Il rischio di avere versioni ‘legacy’ della mappa che girano ancora su metà del pianeta è altissimo. Ma ehi, se riescono a fixare la distorsione di Mercatore, forse un giorno riusciranno a fixare anche la latenza della nostra connessione quando proviamo a scaricare un pacchetto pesante dal server più lontano.

In definitiva, è un passo avanti verso una rappresentazione più ‘raw’ e meno ‘marketing’ del nostro pianeta. Meno hype, più realtà. E se la mappa diventa più precisa, magari iniziamo a capire finalmente quanto è grande il debito tecnico che abbiamo accumulato con l’ambiente.

Source: UN Approves Resolution for World Map That Depicts Africa’s Size More Accurately

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