
Immaginate di avere un sistema che funziona: un kernel ottimizzato, un workflow fluido, codice pulito e zero bug critici. Ora, immaginate che un gruppo di tizi in giacca e cravatta entri nella stanza, annusi l’odore del successo e decida che il vostro setup è decisamente troppo ‘lineare’.
È esattamente quello che sta succedendo in uno dei casi più esilaranti (e tragici) riportati di recente su Hacker News. La storia riguarda una ristrutturazione aziendale che farebbe sembrare un refactoring di spaghetti code un’operazione di ingegneria aerospaziale. Il Red Team, un gruppo che presumibilmente doveva solo fare il suo lavoro, è stato smembrato e riassemblato in una struttura assurda: 4 Captain, 2 Manager, 1 Senior Director e, per aggiungere un tocco di puro caos alla matrice di reporting, una linea tratteggiata che riporta direttamente al ‘remiatore’.
Sì, avete letto bene. Hanno trasformato un’unità operativa in un organigramma degno di una serie TV di serie B sulla politica aziendale. È il classico pattern del ‘management consulting’: identificare un processo che funziona e aggiungere strati di astrazione finché l’overhead non mangia tutto il throughput del sistema.
E la ciliegina sulla torta? Il piano di incentivazione. Invece di un aumento salariale (che richiederebbe budget reale e decisioni concrete), hanno proposto un ‘programma di riconoscimento e premi non monetari’ in cambio di prestazioni migliori. In pratica, ti dicono che se scrivi codice migliore o risolvi i task più velocemente, ti regaleranno un badge digitale o un post di elogio su LinkedIn. Praticamente un sistema di reward basato su token privi di valore reale, molto simile a quei micro-pagamenti inutili che trovi nei giochi mobile.
Certo, leggendo questa notizia ci viene da dire: ‘Vabbè, ma è un caso isolato nel Regno Unito, cosa cambia a me che sto debuggando un driver in Italia?’. In realtà, il pattern è universale. Che tu stia lavorando per una startup a Milano o per una multinazionale di Londra, il virus del ‘management eccessivo’ è lo stesso. È quella tendenza a preferire la burocrazia alla competenza, la gerarchia alla scalabilità.
Il messaggio per noi che preferiamo i fatti al parlato aziendale è chiaro: quando sentite parlare di ‘ottimizzazione dei processi tramite ristrutturazione organizzativa’, preparate i vostri script di backup e tenetevi pronti a scappare. Perché una volta che i consulenti hanno iniziato a disegnare i loro diagrammi, il vero lavoro è destinato a finire in un buffer di attesa infinito.
Source: Beware Management Consultants
