London Underground: Benvenuti nel futuro (o in un episodio di Black Mirror)

London Underground: Benvenuti nel futuro (o in un episodio di Black Mirror)

Sognate un mondo in cui non dovete nemmeno più pensare a dove avete lasciato le chiavi di casa? Ecco, a Londra hanno deciso di applicare questo concetto alla vostra faccia mentre cercate disperatamente di non perdere il treno per Clapham.

La notizia è arrivata dritta dai feed di Hacker News: la British Transport Police sta espandendo il trial del Live Facial Recognition (LFR) direttamente nelle stazioni della London Underground. In pratica, non ti limiti più a subire il ritardo della linea Jubilee, ma ti ritrova scansito da un algoritmo mentre cerchi di capire se quel tizio nel vagone sta leggendo un libro o sta pianificando un attacco hacker alla tua smart fridge.

Tecnicamente, il sistema non è una novità assoluta, ma l’espansione in un hub così denso di gente è un salto di scala notevole. Il software scansiona i volti dei passeggeri in tempo reale, confrontandoli con un database di soggetti ‘interessanti’ per le autorità. Se il tuo hash biometrico matcha con quello di un ricercato, la polizia riceve un alert. Un sistema decisamente efficiente, se non fosse che l’accuratezza di questi modelli e la gestione dei falsi positivi rimangono un terreno scivoloso, capace di trasformare un innocente pendolare in un fuggitivo digitale in un nanosecondo.

Ovviamente, da buon lettore italiano, potreste pensare: «Vabbè, ma in Italia non succede nulla». Vero, qui la nostra privacy è (almeno sulla carta) protetta da un GDPR che fa tremare i polsi ai big tech, e le nostre forze dell’ordine non hanno ancora implementato una rete di occhi digitali così capillare nelle metro. Però, non fate l’errore di pensare che sia una questione solo di geografia. Il codice che gira sotto questi sistemi di sorveglianza è lo stesso che poi viene venduto, standardizzato e adattato ovunque. Quando vedi questi ‘test’ espandersi con tale nonchalance, capisci che l’infrastruttura di sorveglianza globale sta venendo compilata e distribuita con un semplice ‘git push’.

Certo, se l’obiettivo fosse solo scovare i veri criminali, forse basterebbe un po’ meno hype e più trasparenza su come i dati vengono processati e per quanto tempo vengono conservati. Invece, assistiamo a questo lento, inesorabile avanzamento verso un mondo dove il concetto di ‘anonimato nella folla’ è diventato un bug del sistema che stanno cercando di patchare con forza bruta.

Insomma, se un giorno vi trovate a Londra e sentite che qualcuno vi sta fissando… beh, potrebbe essere solo un algoritmo che sta cercando di capire se siete voi i protagonisti del prossimo reboot distopico della vostra serie preferita.

Source: London Underground begins scanning passengers' faces

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