Libri usati in boom: l’algoritmo sta mangiando la carta (e non è per nostalgia)

Libri usati in boom: l'algoritmo sta mangiando la carta (e non è per nostalgia)

Quanto è pericoloso che un algoritmo decida cosa ti piace prima ancora che tu abbia finito di leggere la quarta pagina di un romanzo?

Se pensate che la gente stia improvvisamente tornando ai vecchi metodi analogici per un ritorno romantico al profumo della carta ingiallita, siete decisamente troppo ottimisti. I dati parlano chiaro: i rivenditori di libri usati stanno registrando un boom di vendite che farebbe invidia a una startup di San Francisco dopo un round di finanziamenti Series A. Il problema? Il motivo dietro questo successo non è affatto una celebrazione della cultura, ma una reazione di panico digitale.

Il succia-sangue del settore è l’indiscutibile ascesa dell’IA generativa e dei nuovi sistemi di raccomandazione che controllano ogni nostra interazione online. Mentre i giganti del tech raffinano i loro modelli per regalarci contenuti sempre più prevedibili, standardizzati e, diciamolo, terribilmente piatti, gli utenti stanno cercando rifugio in ciò che l’algoritmo non può prevedere: l’imprevisto di un vecchio volume trovato in un mercatino.

Il fenomeno è interessante, ma c’è un retrogusto amaro. Non stiamo assistendo a una rinascita della lettura, ma a una fuga dai sistemi di filtraggio che decidono per noi. È come se stessimo cercando di evadere da un recinto invisibile fatto di suggerimenti iper-personalizzati che, paradossalmente, finiscono per chiuderci in una bolla di echo sempre più stretta. I venditori di libri usati sono felici dei soldi che entrano, ma sono terrorizzati dal fatto che la loro fortuna dipenda dalla qualità (sempre più discutibile) dei contenuti digitali prodotti in serie.

Ovviamente, restando in Italia, la situazione è leggermente diversa. Qui non abbiamo lo stesso ecosistema di megastore che dominano il mercato americano, ma il concetto di ‘scovare la perla’ tra le pile di polvere rimane un pilastro della nostra cultura maker e geek. Non è una legge che cambierà le nostre abitudini domani mattina, ma è un segnale chiaro: quando la tecnologia inizia a diventare troppo ‘comoda’ e prevedibile, l’essere umano cerca disperatamente l’errore, l’anomalia, il glitch che solo un libro fisico, con la sua unicità irrilevante per qualsiasi database, può offrire.

Insomma, la prossima volta che trovate un vecchio manuale di C++ o un fumetto anni ’80 in un mercatino, godetevi l’acquisto. Non state solo comprando carta, state sottraendo un pezzo di cultura al controllo dei grandi modelli linguistici. E onestamente, è l’unico tipo di ‘hacking’ sociale che ci è rimasto accessibile senza dover compilare un kernel custom.

Source: Used Booksellers Are Racking Up Huge Sales. They’re Not Thrilled About the Likely Reason

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