
Spegnete la luce, mettetevi comodi e… cercate di non parlare troppo forte in salotto. Se avete una smart TV LG di ultima generazione, il vostro televisore potrebbe decidere che la vostra conversazione sulla cena di ieri è un contenuto troppo interessante per non essere archiviato.
Sì, avete letto bene. Non è la trama di un episodio di Black Mirror (anche se siamo costantemente a un passo da quel livello di paranoia), ma una realtà tecnica emersa da recenti analisi. Sembra che alcuni modelli di smart TV LG abbiano sviluppato una sorta di ‘curiosità’ non richiesta, continuando a loggare dati audio e a monitorare i dispositivi presenti sulla vostra rete locale anche quando lo schermo è spento.
In pratica, il vostro televisore non sta solo aspettando che premete il tasto power; sta facendo un giro di perlustrazione nella vostra LAN, guardando chi c’è e cosa fa. Il fatto che il sistema continui a registrare input audio mentre pensate di aver chiuso tutto è il classico esempio di quel ‘feature creep’ che trasforma un oggetto utile in un agente infiltrato nel vostro ecosistema domestico.
Per chi di noi mastica un po’ di networking, la cosa è ancora più irritante. Non si tratta solo di un problema di privacy (che tra l’altro, in Italia, abbiamo delle leggi che almeno provano a porre un limite, anche se spesso rimangono solo sulla carta), ma di un vero e proprio comportamento invasivo all’interno della rete. Trovare tracce di scansione di dispositivi locali da parte di un hardware che dovrebbe limitarsi a trasmettere bit di Netflix è profondamente fastidioso. È quel tipo di comportamento ‘black box’ che noi maker odiamo: un software proprietario, opaco, che decide autonomamente quali protocolli attivare senza chiedere il permesso.
Certo, i sostenitori del corporate-speak direbbero che serve per ‘migliorare l’esperienza utente’ o ‘ottimizzare l’interoperabilità’. Traduzione: ‘vogliamo raccogliere dati per far funzionare meglio i nostri algoritmi e capire come interagite con il resto della casa’. Un classico.
La soluzione? Se non volete che il vostro soggiorno diventi un set di sorveglianza, l’unica è isolare questi dispositivi in una VLAN dedicata, senza accesso alla rete principale o, per i più radicali, staccare la spina quando non serve. Ma ammettiamolo: è un peccato che l’hardware che paghiamo cifre folli per avere ‘intelligente’ si comporti come un ospite sgarbato che non smette di frugare nei cassetti anche dopo cena.
