
Siete mai stati vittime di quella strana sensazione di vuoto, come quando cercate un file importante in una directory che sapete essere lì, ma che improvvisamente sembra essere evaporata nel nulla?
Ecco, quello che sta succedendo al web è esattamente questo, ma su scala globale. Mentre siamo tutti qui a gasare per l’ultimo modello di linguaggio che scrive poesie in stile Dante o risolve bug in Python mentre sorseggiamo un caffè, sta succedendo qualcosa di decisamente meno poetico: l’internet che conosciamo, fatta di link, forum, blog e documentazione vera, sta venendo letteralmente masticata e sputata via da un processo di digestione algoritmica.
Il punto non è che l’AI sia cattiva (spoiler: non è un cattivo di un film Marvel), ma il modo in cui sta cambiando il nostro rapporto con la conoscenza. Leggendo l’ultimo report su quanto Google stia cambiando, emerge un pattern inquietante. Un tempo, se cercavi una risposta, dovevi navigare tra i risultati, consultare fonti diverse, confrontare i dati. Era un processo attivo, quasi un piccolo adventure game di investigazione digitale. Oggi, l’obiettivo del grande motore di ricerca non è più mandarti sul sito che contiene la verità, ma darti la risposta direttamente nella ‘snippet’ generata dall’AI.
Sembra comodissimo, vero? Comodissimo finché non ti rendi conto che quel ‘muro di testo’ che ti ha dato la soluzione è un riassunto fatto da una macchina che ha setacciato milioni di pagine, ma che non ti rimanda più alla fonte originale. Il problema è che se nessuno clicca più sui siti perché l’AI ha già estratto il succo, i creatori di contenuti smettono di produrre. E se smettono di produrre, l’AI non avrà più nulla da imparare. È un loop di feedback positivo che porta dritto al nulla cosmico.
Per noi che amiamo smontare le cose e capire il ‘perché’, questo è un disastro. La conoscenza non è solo il ‘cosa’, ma il contesto, la discussione, il thread di dieci anni fa su un forum di appassionati dove qualcuno spiegava perché quel particolare driver dava errore su Linux. Se l’AI si limita a estrarre la risposta secca, perdiamo la traccia del ragionamento. Perdiamo la memoria.
Certo, non è che domani l’Italia cambierà le leggi sul copyright e tutto finirà, ma la tendenza è globale e ci riguarda tutti, dal sysadmin al maker che consulta la wiki per l’ennesima volta. Stiamo passando da un web di ‘connessioni’ a un web di ‘estrazioni’. E un web che si limita a estrarre dati, senza creare nuovi nodi di conoscenza, è un web che sta andando in decomposizione.
Speriamo solo che, quando l’AI avrà finito di mangiare tutto, resti almeno qualche briciola di informazione originale da cui poter ricostruire la nostra dignità digitale.
Source: As AI eats the web, the internet’s collective memory is disappearing
