
C’è un momento preciso in cui l’innovazione smette di essere ‘il futuro dell’umanità’ e diventa semplicemente ‘un modo geniale per svuotare il portafoglio della gente’. È quel momento in cui la tecnologia smette di risolvere problemi reali e inizia a creare soluzioni iper-sofisticate per task che un dito umano o un pezzo di plastica da due euro gestirebbero meglio.
L’ultima notizia che arriva dal fronte del progresso tecnologico (o del delirio di massa, a seconda dei punti di vista) è proprio questo. Si parla di una nuova ondata di robotica che sta seguendo lo stesso tragitto di quella che chiameremo la ‘scia del Juicero’. Per chi non fosse aggiornato ai classici del fallimento tech, ricordate Juicero? Quella pressa super tecnologica, connessa e costosissima, progettata per spremere sacchetti di succo pre-confezionati che potevi apertamente spremere con le tue stesse mani senza spendere un capitale.
Il punto è che stiamo assistendo a una vera e propria deriva: l’hype intorno alla robotica sta portando sul mercato dispositivi incredibilmente elaborati, pieni di sensori, algoritmi di machine learning e connessioni cloud, la cui unica funzione pratica è automatizzare processi talmente banali da risultare ridicoli. È come comprare un drone con stabilizzazione a 6 assi e visione artificiale solo per controllare se hai lasciato la luce accesa in corridoio.
Certo, per noi che passiamo le serate a smontare hardware e a cercare di far girare Linux su una caldaia degli anni ’90, l’idea di un robot che esegue task complessi è affascinante. Ma quando la tecnologia diventa un recinto chiuso, dove non puoi riparare nulla, non puoi usare componenti di terze parti e sei costretto a seguire un ecosistema proprietario che decide cosa puoi e non puoi fare, allora non è più progresso. È solo un altro modo per creare dipendenza da un abbonamento mensile.
In Italia, poi, questa roba arriva con un carico di complicazioni extra. Tra standard europei che spesso sembrano scritti da gente che non ha mai visto un saldatore in vita sua e un mercato che non è esattamente pronto a integrare robot da cucina o da ufficio che richiedono una banda larga da fibra ottica per funzionare, il rischio è di trovarci con dei costosi fermacarte hi-tech in salotto.
Spero solo che, tra un robot che pulisce le briciole e uno che stira le camicie, qualcuno si ricordi che la vera tecnologia è quella che ti dà il controllo, non quella che ti toglie la libertà di decidere come fare le cose semplici. Altrimenti, siamo solo utenti di gadget costosi, non padroni del nostro futuro.
