L’elio non è proprio il top, ma abbiamo trovato un’atmosfera (forse)

L'elio non è proprio il top, ma abbiamo trovato un'atmosfera (forse)

Dimenticate per un secondo i leak di nuovi processori o le ultime patch di sicurezza che rompono tutto il vostro setup: oggi parliamo di qualcosa che sta a anni luce (letteralmente) di distanza da noi.

Per anni abbiamo scovato pianeti, esopianeti, sferoidi di polvere e roba strana, ma finora la ricerca di un’atmosfera su un mondo roccioso e ‘abitabile’ era un po’ come cercare un bug critico in un repository abbandonato: sapevamo che poteva esserci, ma non riuscivamo a fare il debug.

Beh, la situazione è cambiata. I ricercatori hanno appena annunciato che LHS 1140 b, un pianeta che orbita attorno a una nana rossa a 48 anni luce da qui, ha un’atmosfera. E non parliamo di un sottile velo di polvere cosmica, ma di qualcosa di rilevante.

Ora, prima che iniziate a preparare i bagagli e a cercare un modulo per il teletrasporto, calmiamoci. L’unico gas rilevato finora è l’elio. Se il vostro obiettivo era trovare un posto dove respirare mentre programmate in C++, la notizia è un po’ deludente. L’elio non ti permette di fare molto altro che gonfiare palloncini per feste di compleanno.

Però, ecco il punto: trovare l’elio è un segnale enorme. Significa che il pianeta ha una struttura atmosferica che trattiene i gas, impedendo che lo spazio profondo se lo mangi tutto. È come scoprire che un server ha un firewall attivo: non sappiamo ancora quali servizi siano esposti o se ci sia del traffico interessante, ma sappiamo che la porta è chiusa e non è un vuoto assoluto.

Il pianeta si trova nella cosiddetta «Goldilocks zone», quella fascia dove la temperatura non è né troppo calda né troppo fredda. Se sotto questo strato di elio ci fosse dell’ossigeno, del vapore acqueo o altri gas bio-firmati, potremmo essere di fronte a qualcosa di veramente rivoluzionario.

Certo, siamo rimasti un po’ delusi dal caso K2-18b, dove si pensava ci fosse del dimetilsolfuro (un gas prodotto dalla vita marina) e poi i dati hanno detto: «No, era solo rumore di fondo». La scienza, come il debugging di un sistema legacy, è fatta di falsi positivi e frustrazioni. Però, con la scoperta di LHS 1140 b, il dataset sta finalmente diventando interessante.

Non è ancora il momento di urlare al contatto alieno, ma per la prima volta abbiamo una base solida su cui lavorare. Restate sintonizzati, perché il prossimo aggiornamento potrebbe essere decisamente più succoso dell’elio.

Source: First atmosphere found on Earth-like planet in habitable zone of distant star

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