
C’è un confine sottile tra l’ingegnosità tecnica e la pura paranoia digitale, e qualcuno sembra aver deciso di attraversarlo con un trolley pieno di codice offuscato.
Recentemente è emerso un interessante (e decisamente inquietante) caso di fingerprinting avanzato. Non parliamo del solito script che controlla la risoluzione dello schermo o il tipo di browser per capire se sei un utente reale o un bot. Qui siamo su un altro livello. L’autore del post originale ha scovato un pezzo di codice che utilizza tecniche di offuscamento quasi cinematografiche, mescolando segnali WebGL e proprietà del browser con una lista di stringhe che sembrano uscite da un manuale di ‘come far saltare in aria il mondo’.
Il punto non è solo la raccolta di dati — che, tra l’altro, è piuttosto banale nonostante i giri di parole — ma l’uso di quello che potremmo definire ‘anti-LLM obfuscation’. Per proteggere il proprio funzionamento dalle moderne intelligenenze artificiali, lo script include riferimenti a temi pesantissimi: dosaggi letali, sintesi di sostanze proibite, e persino prompt di jailbreak progettati per bypassare i filtri di sicurezza dei modelli linguistici. È un tentativo quasi istrionico di confondere i parser automatici, usando il tabù come scudo.
Analizzando i segnali raccolti, però, l’entusiasmo cala velocemente. Una volta tolto il trucco della magia, quello che resta è un classico set di indicatori per il fingerprinting: quanti core ha la tua CPU, quanta memoria hai, i dettagli della tua scheda video e persino quanti elementi ci sono nell’oggetto ‘self’ del tuo browser. Una sorveglianza standard, efficace ma priva di quella genialità che il rivestimento esterno prometteva.
Il mistero di chi ci sia dietro si sta parlando un po’ meglio. I collegamenti portano verso realtà russe specializzate nel controllo del traffico e nella protezione da attacchi DDoS. Questo ci ricorda che, mentre noi ci preoccupiamo della privacy dei cookie, sotto la superficie si stanno affinando strumenti di precisione chirurgica per identificare e tracciare ogni singolo nodo della rete.
In un’epoca in cui la nostra impronta digitale è ormai indelebile, vedere un codice che si sforza così tanto di apparire ‘pericoloso’ e ‘caotico’ per evitare l’analisi automatica è un segnale di quanto la guerra tra tracciatori e sistemi di difesa si stia spostando su un terreno sempre più semantico e psicologico. Restate sintonizzati, perché la prossima volta che un sito sembrerà caricare troppo lentamente, potrebbe non essere solo un problema di connessione, ma un tentativo di nascondere qualcosa di decisamente poco trasparente.
Source: Why is this fingerprinting script creating bioweapons?
