
Se pensavate che il futuro fosse fatto solo di nuovi framework che diventano obsoleti dopo due settimane, lasciate che vi smentisca con un po’ di sana matematica applicata.
Terry Tao — sì, proprio lui, uno dei pesi massimi della matematica moderna — ha deciso di fare un salto nel passato, ripescando dei vecchi applet in Java 1.0 scritti per i suoi corsi di analisi complessa e algebra lineare alla fine degli anni ‘9 di. Parliamo di un’epoca in cui il web era un insieme di animazioni fragili che morivano non appena i browser decidevano di smettere di supportare la Java Virtual Machine. Un classico caso di obsolescenza programmata (anche se non l’ha fatto nessuno intenzionalmente, è il destino crudele di ogni tecnologia).
Invece di lasciar marcire quei frammenti di codice nel cimitero digitale della storia, Tao ha fatto una cosa che noi maker adoriamo: ha usato i moderni coding agent per fare il lavoro sporco. E non parlo di un semplice ‘copia e incolla’ speranzoso. Ha chiesto all’IA di portarli in JavaScript, il linguaggio che ormai è ovunque e che, nonostante i suoi difetti, è la lingua franca del web moderno.
Il risultato? In poche ore, quello che avrebbe richiesto giorni di debugging manuale e refactoring frustrante è tornato in vita. Non solo sono funzionanti, ma sono pure migliorati. L’applet sui set di Besicovitch, ad esempio, è passato dal monocromatico a una versione colorata che fa molto più scena. E poi c’è l’applet sui nidi d’ape (honeycomb), scritto insieme ad Allen Knutson nel ’99, che è tornato a girare senza problemi.
Questa non è la solita fuffa da comunicato stampa sui modelli linguistici che scrivono poesie o riassumono email. Questa è utility pura. È l’idea che l’AI possa agire come un traduttore universale per il patrimonio software che stiamo perdendo. Per noi che amiamo l’open source e l’idea di preservare il sapere, questa è una notizia che scotta.
Certo, non dobbiamo pensare che i coding agent siano la soluzione magica a ogni bug o che possano sostituire la logica matematica, ma come strumento di migrazione e refactoring sono una bomba. È un po’ come avere un piccolo archeologo digitale sempre pronto all’uso, capace di pulire i reperti dal fango del codice legacy senza distruggere la struttura originale.
Quindi, la prossima volta che trovate un vecchio progetto in un linguaggio ormai in via d’estinzione e pensate che sia tempo di archiviarlo, provate a dare una chance agli agent. Potreste scoprire che il vostro vecchio codice ha ancora molto da dire, con un bel tocco di colore in più.
Source: Old and new apps, via modern coding agents by Terry Tao
