Il ritorno del pellicano: Kimi K3 e l’arte di spendere un capitale per un SVG

Il ritorno del pellicano: Kimi K3 e l'arte di spendere un capitale per un SVG

Se pensavate che il mondo dell’IA si stesse stabilizzando, preparate il caffè (o una birra, visto l’orario): Moonshot AI è appena scesa in campo con Kimi K3 e non è venuta per fare amicizia.

Siamo di fronte a un gigante da 2.8 trilioni di parametri. Sì, avete letto bene. Per farvi capire la portata del delirio, stiamo parlando di un modello che cerca di dare la caccia ai pesi massimi come Claude 5 e GPT-5.6. La notizia bomba? Il 27 luglio avremo i pesi aperti. Per noi che amiamo far girare tutto su un cluster di Raspberry Pi o su un Mac con troppa RAM, questa è la vera vittoria. Il resto è solo marketing per chi vive di subscription mensili.

Ma non tutto è oro quello che luccica, e qui casca l’asino (o il pellicano). Kimi K3 ha deciso di adottare una strategia di pricing che farebbe invidia a una startup di San Francisco in piena bolla. Parliamo di 3 dollari per un milione di token in input e ben 15 dollari per l’output. Praticamente, se decidete di usarlo per farvi scrivere un romanzo, il conto della carta di credito arriverà prima della fine del secondo capitolo. È un salto enorme rispetto ai modelli precedenti della stessa azienda, che erano decisamente più ‘friendly’ per il nostro portafoglio.

Per testare le reali capacità del nuovo arrivato, ho usato il classico ‘Pelican Benchmark’. Per chi non fosse in tema, è un test assurdo che consiste nel chiedere al modello di generare un codice SVG di un pellicano che pedala su una bicicletta. Non serve a misurare la logica avanzata o la capacità di agire come un vero agente autonomo, ma è il mio ‘Hello World’ personale.

Il risultato? Il K3 ha generato un SVG tecnicamente valido, ma a un costo esorbitante: 25 centesimi di dollaro per un singolo prompt. In pratica, un centesimo per far muovere un pennuto digitale. Inoltre, ho notato che il modello sembra nascondere un enorme system prompt: scrivendo solo «hi», il contatore dei token schizzava a 86. Qualcosa non torna, e non parlo solo di matematica.

Nonostante l’hype per i trilioni di parametri e i benchmark che superano i competitor in alcuni ambiti, la verità è che siamo ancora in una fase di ‘forza bruta’. Il vero gap non si colma con più parametri, ma con la capacità di usare tool e ragionare in modo coerente su conversazioni lunghe. Per ora, Kimi K3 è un bellissimo mostro costoso che sa disegnare uccelli, ma che ci costringe a chiederci quanto stiamo pagando per l’overkill tecnologico.

Source: Kimi K3, and what we can still learn from the pelican benchmark

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