I Legislatori vogliono censurare il tuo STL? (Spoiler: non ci riusciranno)

I Legislatori vogliono censurare il tuo STL? (Spoiler: non ci riusciranno)

Se devi passare attraverso un comitato legale per stampare il tuo *custom enclosure* per il Raspberry Pi, sei arrivato al punto sbagliato del mestiere.

Vi è mai capitato di costruire qualcosa di troppo figo e che, improvvisamente, viene bloccato da una clausola contrattuale o da un articolo di legge che, per qualche motivo, decide di limitare la tua libertà creativa? È una sensazione di pancia stretta, no? E quella, amici miei, è la storia che ci sta raccontando la legislazione (e l’hype, e i big vendor) ultimamente.

Il caso che sta facendo il giro (e che mi ha fatto sbuffare finché non mi sono scaldato il caffe’) riguarda tentativi di legge—tipo in California, per intenderci—che vogliono mettere il bastone tra i denti al 3D printing, cercando di tracciare o limitare cosa e come possiamo *materializzare* digitalmente. L’idea è quella di controllare la filiera, dal file CAD alla stampata fisica. Su carta, suona come “protezione della proprietà intellettuale”. Nella pratica, puzza di ‘noi decidiamo chi può creare e con quali mezzi’.

È la classica resistenza del sistema quando qualcuno si accorge che non possono fare soldi vendendoti solo la *visione* di un prodotto, ma che tu, con un po’ di filo e molta fantasia, puoi farlo tu stesso. È il ritorno del controllo, mascherato da tutela legale.

E qui entra in gioco la nostra missione. Noi, gente che vive di repository Git e che ha il polsino da soldering più pulito della sala operatoria, sappiamo che la storia del tech è stata sempre una corsa al bypass. Non è questione di ‘è legale’ o ‘è etico’ secondo un blabla di comitato di esperti. È una questione di *accesso*.

Per noi maker e hacker, il messaggio è chiaro e semplicissimo: quanto più cercano di legalizzare e limitare la circolazione del sapere (sia un modello STL, sia un codice open-source, sia un progetto con i tuoi circuiti che fa fare i capricci a un microcontrollore), tanto più dobbiamo trattare ogni *blocco* come un codice da aggirare. Non guardate la legge come un muro; guardatela come un enigma ben complesso, con un *exploit* da trovare.

Quindi, se sentite parlare di restrizioni legali sulla circolazione di file o su tecnologie di creazione, ricordatevi di tornare alla fonte. Il vero potere è nel sapere come *assemblare* le cose. Sfruttate i protocolli aperti, mantienete il codice (e i disegni) sul vostro disco, e quando sentite il puzzo del ‘vendor lock-in’ legale, sapete che è ora di passare in modalità ‘DIY’ pesante.

La tecnologia, amici miei, non si ferma su nessuna normativa. Siamo noi a farla correre, e ci sono troppi tentativi di parcheggerci i freni.

Source: The dangers of California's legislation to censor 3D printing

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