Hyundai e il sogno di Boston Dynamics: la fine del gioco o l’inizio di un Terminator coreano?

Hyundai e il sogno di Boston Dynamics: la fine del gioco o l'inizio di un Terminator coreano?

Smettete di pensare alle auto come semplici scatole con quattro ruote e un motore termico che emette CO2: il futuro è molto più… articolato.

Se stavate aspettando il segnale che l’automotive sta virando verso il dominio robotico, eccolo qui. Hyundai Motor Group ha appena sborsato 325 milioni di dollari per comprare l’ultimo 9,65% di Boston Dynamics che ancora apparteneva a SoftBank. In pratica, Hyundai ha chiuso il cerchio e ora possiede l’intera proprietà della divisione robotica più iconica (e potenzialmente inquietante) del pianeta.

Per chi non fosse rimasto a giocare con i LEGO, Boston Dynamics è quella realtà che ci ha abituati a vedere robot che fanno parkour, saltano ostacoli e si muovono con una fluidità che farebbe sembrare un umano in ritardo con i pagamenti un pezzo di legno. Quelli che un tempo erano esperimenti da laboratorio per farci venire i brividi sono ora il cuore pulsante della strategia di un gigante dell’industria pesante.

Perché dovrebbe interessarci? Se vivessimo in un mondo governato solo dalla logica del profitto immediato, questa notizia potrebbe far paura. Vedere un colosso che produce berline e SUV prendere il controllo totale di una tecnologia così avanzata suggerisce una direzione chiara: l’integrazione totale tra mobilità e automazione fisica. Non parliamo solo di ‘smart cars’ che si parcheggiano da sole, ma di un ecosistema dove il robot che ti consegna il pacco potrebbe essere costruito con la stessa catena di montaggio della tua prossima auto elettrica.

Certo, c’è da dire che, come sempre, la concentrazione di potere tecnologico in mani così vaste non è esattamente una notizia che fa sorridere i puristi dell’open hardware. Quando la proprietà diventa totale e centralizzata, le probabilità che le API rimangano aperte per noi maker che amiamo smanettare sui firmware calano drasticamente. Il rischio è che ci ritroviamo con dei robot incredibili, ma con ecosistemi blindati, dove ogni singola riga di codice è protetta da un muro di copyright impenetrabile e ogni aggiornamento deve passare per i server di una multinazionale.

Che sia l’inizio di un’era di automazione meravigliosa o l’avamposto di un futuro alla Skynet (ma con un design molto più aerodinamico e prodotti in Corea), una cosa è certa: il confine tra veicolo e robot sta svanendo. Noi restiamo qui, pronti a vedere se riusciremo a far girare una distribuzione Linux custom su quel nuovo quadrupede, sperando che non abbiano deciso di bloccare ogni tentativo di hacking non autorizzato.

Source: Hyundai buys Boston Dynamics

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