Hubble sta per spegnersi e la NASA sta pregando i privati (di nuovo)

Hubble sta per spegnersi e la NASA sta pregando i privati (di nuovo)

Il telescopio Hubble sta letteralmente andando in pensione, e non è quel tipo di riposo meritato dopo una carriera leggendaria, ma un lento e inesorabile declino verso il buio totale.

Se pensate che la gestione delle risorse pubbliche sia un problema solo per i nostri uffici comunali, riconsiderate la questione. La NASA si trova in un vicolo cieato: i budget federali sono stati ridimensionati con una precisione chirurgica (e un rispetto per la scienza pari a zero) e i vecchi shuttle, quelli che potevano permettersi missioni di manutenzione ‘manuale’, sono ormai solo pezzi di storia nei musei. Il risultato? L’agenzia spaziale sta facendo quello che farebbe un developer senza fondi: sta cercando disperatamente di esternalizzare il problema al settore privato.

In pratica, la NASA sta implorando le aziende del New Space — quelle che lanciano razzi come se fossero popcorn — di trovare un modo per intercettare Hubble e ripararlo. È un po’ come se la tua azienda smettesse di investire in manutenzione IT e sperasse che un gruppo di freelance su Upwork trovi una soluzione magica per un server che sta andando a fuoco.

Per noi che mastichiamo codice e hardware, la faccenda è affascinante quanto inquietante. Da un lato, vedere la tecnologia commerciale che sfida i limiti del possibile è una figata atomica. Dall’altro, c’è questo rischio enorme di trovarsi con una dipendenza totale da pochi player privati che decidono loro quali missioni finanziare e quali ignorare in base al ritorno economico. Se la manutenzione dell’universo diventa un servizio in abbonamento, cosa succede quando scade il rinnovo?

Certo, per noi che viviamo tra l’Italia e il resto del mondo, la politica di Washington è un problema distante. Ma il concetto di fondo è universale: quando il settore pubblico taglia i fondi alla ricerca fondamentale, l’unico modo che resta è affidarsi a chi ha il portafoglio gonfio. E speriamo solo che questi ‘eroi privati’ non decidano che riparare un telescopio è meno redditizio che lanciare altri satelliti per la pubblicità mirata sui social.

Speriamo bene, perché se Hubble si spegne, perderemo una finestra sul cosmo che non tornerà più. E onestamente, non abbiamo bisogno di un altro ‘upgrade’ costoso che ci lasci solo con una versione depotenziata e proprietaria della realtà.

Source: NASA’s Begging the Commercial Space Industry to Save the Doomed Hubble Telescope

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